Il giallo dell’acqua minerale «Negative le controanalisi»

Giulio Garau
Marco Bisiach
«Nessuna contaminazione chimica in quel lotto di acqua minerale» destinato ai distributori automatici del Comune di Gorizia. Il gruppo San Benedetto, è questa la marca dell’acqua minerale, entra in scena con un comunicato ufficiale in cui annuncia di aver fatto le controanalisi dopo l’incidente della bottiglietta d’acqua che, martedì scorso ha ustionato in bocca, l’assessore comunale al Commercio Roberto Sartori, che l’aveva acquistata in uno dei distributori automatici in municicipi, finito anche all’ospedale.
«Il Gruppo Acqua minerale San Benedetto, a seguito di controanalisi effettuate sul medesimo lotto di acqua minerale – scrive – esclude categoricamente ogni forma di contaminazione chimica avvenuta all’interno dei cicli produttivi aziendali». San Benedetto poi ribadisce che «le acque minerali sono soggette a controlli continuativi, giornalieri ed effettuati secondo rigidi controlli interni dalle fonti al prodotto finito, che confermano l’assoluta purezza delle acque e la perfetta idoneità al consumo». L’azienda resta comunque «a disposizione delle autorità competenti per fare chiarezza sull’accaduto».
Niente prodotti caustici, nessun acido o altro componente “estraneo” nella bottiglietta che ha ustionato Sartori. Si apre dunque un giallo sull’episodio avvenuto in Comune dopo che Sartori aveva acquistato non una, ma due bottigliette di acqua. Una era stata subito aperta e l’assessore bevendo aveva subito accusato forti brucioni e nausea. L’altra rimasta intatta: sicuramente, entrambe messe a disposizione della polizia e della San Benedetto dopo che l’azienda che rifornisce i distributori dell’acqua, il Gruppo Illiria, aveva fatto scattare le procedure di emergenza bloccando il lotto dell’acqua minerale destinate agli uffici.
Lo stesso gruppo Illiria, come anche la Questura (che aveva informato la Procura) erano in attesa dell’esito delle analisi della casa produttrice. Che ha dato una risposta ufficiale della San Benedetto senza però sciogliere il giallo. Cosa ha provocato le ustioni in bocca e nello stomaco (la gastroscopia ha evidenziato lesioni di basso grado multiple al fondo e aregione cardiale) all’assesore Sartori? Cosa c’era in quella bottiglietta? Forse qualcuno l’ha manomessa di nascosto? Spetterà a un’inchiesta dare le risposte.
Intanto Sartori ieri ha ricevuto decine di telefonate e centinaia di messaggi. Magari non le chiamate, attese, per l’esito delle analisi sull’acqua, o per la vicinanza e le scuse dell’azienda produttrice della bottiglietta “incriminata”. Così, pur dovendo riposare (come previsto dal referto medico con il quale ha lasciato l’ospedale, tre giorni di prognosi) l’assessore Sartori ha passato una giornata ugualmente impegnativa, incollato al telefono. «Sono stanco e ancora piuttosto provato, devo recuperare le forze – racconta –, ma confermo che sto meglio e voglio ancora rassicurare tutti. Mi hanno contattato in tantissimi, direttamente al telefono oppure su Whatsapp o sui social, un po’ alla volta sto cercando e cercherò di rispondere a tutti. Fa piacere tanto calore da parte della gente, mi aiuta a dimenticare lo spavento di questo assurdo incidente». Sartori, che si sta curando, oltre che con il riposo, assumendo dei gastroprotettori per lenire gli effetti delle lesioni di basso grado al fondo e alla regione cardiale, di fatto delle ustioni provocate da elementi caustici presenti nell’acqua, ancora da definire – aveva accusato bruciori alla gola e nausea dopo aver bevuto un sorso dal sapore insolito e sgradevolmente amaro da una bottiglietta di minerale acquistata come di consueto da uno dei distributori automatici presenti in municipio. Dopo la corsa in Pronto soccorso e tutti gli accertamenti del caso, tra cui una gastroscopia, è stato confermato che nell’acqua evidentemente c’era qualcosa che non doveva esserci, ovvero ciò che ha causato le lesioni e che dovrà essere appurato dalle analisi sul liquido contenuto nella bottiglietta. «Mi è stato detto che appena ci saranno novità sulle analisi, sarò informato, ma per ora non ho ricevuto alcuna chiamata né dall’ospedale né dalla polizia – spiega ancora Sartori –. Se ho ricevuto un messaggio di scuse o vicinanza da parte dei produttori dell’acqua? No, magari una mail arriverà, ma in questo momento posso anche capire quanto siano impegnati tutti nel verificare cosa sia esattamente successo, e l’importante è che le forniture siano state bloccate in modo da evitare che qualcun altro possa vivere eventualmente la mia stessa situazione, o peggio». —
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