Il giudice ordina la perizia bis sul crollo dell’Acquamarina

Il provvedimento del gip in udienza davanti al pm e agli avvocati dei 18 indagati: Servono ulteriori accertamenti, si allungano i tempi per il dissequestro dell’area
Lasorte Trieste 29/07/19 - Crollo Tetto, Piscina Acquamarina
Lasorte Trieste 29/07/19 - Crollo Tetto, Piscina Acquamarina



Il futuro dell’Acquamarina resta ancora appeso ai nodi giudiziari. Il gip Massimo Tomassini, nell’udienza in incidente probatorio andata in scena ieri con ampio spazio al contraddittorio, ha emesso un’ordinanza che dispone nuove perizie tecniche sulla struttura crollata un anno fa.

L’intenzione è stabilire con esattezza ciò che ha provocato lo spaventoso incidente del 29 luglio 2019, quando in pochi istanti era ceduto l’intero tetto. Nessuna vittima, per fortuna. Ma fu un caso: la piscina, quel giorno (un lunedì) era chiusa dal sabato precedente per lavori di manutenzione sulla copertura, proprio la parte collassata. I due operai della ditta veneta incaricata all’intervento erano riusciti a fuggire in tempo non appena il tetto aveva iniziato a piegarsi su se stesso, prima con alcuni scricchiolii poi con un boato.

Ma cosa aveva provocato il disastro? L’intervento di manutenzione in atto il giorno del crollo? L’ossidazione dei bulloni? Stando ai primi risultati della perizia già eseguita, sembra che il cedimento sia imputabile a un errore di calcolo in fase di progettazione. Lo dice nella sua relazione il professor Gaetano Russo, ordinario di Tecnica delle costruzioni all’Università degli Studi di Udine. Russo è il professionista che era stato incaricato dal gip Tomassini. Un compito affidato a ottobre, alla presenza del pm Pietro Montrone (il magistrato titolare del fascicolo) e degli avvocati dei 18 indagati, vale a dire i professionisti che in passato a vario titolo avevano preso parte allo studio e alla realizzazione dell’impianto: costruttori, tecnici, operai e gestori, oltre che i referenti comunali. «Confrontando le tavole strutturali riguardanti il progetto esecutivo del ’97 e la Relazione di calcolo con le foto che ritraggono parte degli elementi della struttura portante della copertura – si legge nel primo studio – si è rilevato che il progetto strutturale della copertura rappresentato nelle tavole e nella Relazione di calcolo descrive una configurazione diversa da quella realizzata». La Relazione di calcolo, viene precisato, «risulta timbrata e sottoscritta dal prof. ing. Fausto Benussi in data 20 dicembre 1997». Benussi, progettista e direttore dei lavori della struttura della piscina dal ’96 al’99, risulta tra gli indagati.

Toccherà ancora al professor Russo occuparsi della perizia “bis”: sono previste, ad esempio, misurazioni dello spessore del solaio, indagini endoscopiche, valutazioni sulla resistenza dei calcestruzzi, rilievi sulle armature e quant’altro.

L’inizio delle operazioni è in programma il 24 settembre. Accertamenti che, inevitabilmente, comportano anche un allungamento dei tempi per il dissequestro. E, di conseguenza, anche quelli per lo sgombero dei detriti. Numerosi i legali coinvolti nella vicenda, tra cui gli avvocati Giorgio Borean, Andrea Frassini, Riccardo Seibold, Marco Vassallo, Antonio Guaiana, Guido Fabbretti e Carlo Pillinini. —



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