Il Laboratorio chimico dell’ente camerale viene acquisito dai Cergol

Il preliminare firmato ieri mattina dal presidente Paoletti e da Lorenzo, titolare della New Eco. Valore dell’operazione 775 mila euro
Foto BRUNI TRieste 16 06 2011 Italspurghi dona al Burlo raccolta proventi da smaltimento: Melato M, Cergol GF
Foto BRUNI TRieste 16 06 2011 Italspurghi dona al Burlo raccolta proventi da smaltimento: Melato M, Cergol GF

L’appuntamento era fissato alle 11 di ieri nello studio del notaio Paparo in via San Nicolò. Davanti al professionista il presidente della Camera di commercio, Antonio Paoletti, e l’imprenditore Franco Cergol, fondatore di Italspurghi. All’ordine del giorno la cessione del Laboratorio chimico, una volta camerale, alla famiglia Cergol, perchè in realtà contraente dell’operazione è Lorenzo, uno dei figli di Franco.

L’accordo era già stato definito nella sostanza, quindi dopo un’oretta Cergol ha potuto annunciare la firma del preliminare. Nel giro di qualche mese le parti procederanno a rogitare e perfezioneranno il passaggio dell’ultracentenario laboratorio a New Eco, la società dei Cergol che ha sede in via Ressel e si occupa di analisi ambientale: Lorenzo ne è amministratore unico.

L’acquirente verserà alla Camera 775 mila euro: c’è l’edificio di via Travnik, ci sono le attrezzature, c’è il marchio camerale che continuerà a vivere accanto a New Eco. Bisognerà poi mettere mano allo stabile, che è chiuso da venerdì 30 marzo 2018 e che richiede una rinfrescata impiantistica. Tutto compreso, Cergol senior ritiene che l’investimento ammonterà a 900 mila euro.

Non è un fulmine a ciel sereno, perché già nell’aprile dello scorso anno, in seguito all’asta bandita dall’ente camerale, i Cergol si fecero avanti e realizzarono un primo avvicinamento al Laboratorio: la concessione del marchio e cinque apparecchiature, in cambio di un canone annuo che avrebbe avuto una durata triennale. Ma il preliminare, sottoscritto ieri mattina, disattiva la necessità dell’affitto.

Franco, Lorenzo e l’altro figlio Mattia erano soddisfatti per il fausto esito della trattativa. «New Eco - precisa Lorenzo - non è una start up, è una azienda che ha maturato esperienza nel comparto delle analisi ambientali. Mediante l’acquisizione del Laboratorio ex camerale amplieremo il raggio di attività, soprattutto in campo alimentare». Cergol jr si spiega meglio: «Guardiamo soprattutto al porto, dove giungono caffè, verdura, frutta. Prodotti cui, prima di essere commercializzati in area europea, occorrono esami laboratoriali». New Eco lavora con sette addetti e, quando l’ex struttura camerale sarà ufficialmente passata di mano, saranno assunti altre cinque persone specializzate.

Dal punto di vista societario, New Eco ha vita autonoma ma afferisce alle attività imprenditoriali della casa madre Italspurghi, che nel 2020 - secondo il capostipite Franco - raggiungerà i 10 milioni di fatturato. Il polso è buono, sono stati eseguiti investimenti per 3 milioni, che hanno consentito tra l’altro l’acquisto dell’ex Masè.

In definitiva la vicenda del Laboratorio chimico camerale finisce abbastanza bene, nel senso che viene recuperata l’attività e sopravvive il marchio. Ricordiamo che l’attività, sorta nel lontano 1906, dovette essere chiusa lo scorso anno causa la legge Madia, poichè per tre anni consecutivi aveva chiuso in perdita e i ricavi erano sotto-soglia. Il Laboratorio aveva subìto la concorrenza dell’Agenzia delle Dogane, che alcuni fa aveva aperto un’iniziativa analoga in piazza Panfili. —

Magr

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo