Il Lapidario civico tirato a lucido per l’occasione

la novità
Il Lapidario civico della Loggia dei Mercanti da oggi è un po più “vicino” al rilanciato Museo documentario della Città di Gradisca.
Due luoghi culturali della Fortezza idealmente “riuniti” dal punto di vista promozionale e della visibilità. Già tramite i nuovi sussidi alla visita al museo, le “cartoline” di visita alla città curate dall’architetto Gianpiero Iurig e presentate lo scorso 29 giugno assieme al catalogo, si è creato un filo invisibile che conduce il visitatore curioso a uscire dalle mura della Casa della cultura di palazzo Maccari per raggiungere i siti di interesse del centro storico.
Tra le cartoline, ce n’è una dedicata al Lapidario civico collocato nel portico aperto della Loggia dei Mercanti di via Battisti. Non tutti sanno che – fin dall’allestimento del nuovo Museo – l’archetto del lavabo della Sinagoga di Gradisca d’Isonzo risalente al XVIII secolo è stato rimosso dal Lapidario e collocato in esposizione permanente nel Museo documentario della Città presso il Polo culturale di Casa Maccari.
La sistemazione dello spazio lasciato vuoto dall’archetto è stata l’occasione per provvedere al restyling delle didascalie delle lapidi, ora in linea con l’immagine grafica del Polo culturale, a un intervento sull’impianto di illuminazione ed elettrico e ad una accurata pulizia degli spazi che ha visto impegnate le maestranze comunali e al servizio cultura che sentitamente ringraziamo per l’attenzione e la cura dimostrata verso il patrimonio storico della città.
A seguito di questi modesti ma visivamente significativi interventi si può notare adesso, in uno spazio piacevole e dignitoso, la raccolta delle più significative epigrafi della storia cittadina, che fa parte delle ricchezze culturali della nostra città.
Questa opportunità di scoperta della città per i cittadini e per i turisti “debutterà” domenica a Gradisca grazie al “Treno del Confine”. Ecco che accanto alle visite della Fortezza si potrà ammirare anche il Lapidario civico che chiede più attenzione. Forse a volte gli stessi residenti dimenticano di visitarlo una volta nella vita. Fra pochi giorni i turisti del treno storico lo conosceranno. Almeno questo è l’auspicio dei curatori di uno spazio unico. —
L. M.
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