Il mercato ittico non finirà al molo Zero

Il progetto si ferma a Roma. Dipiazza e D’Agostino concordi: cercheranno nuovi spazi in Porto vecchio
Silvano Trieste 2018-10-29 Il magazzino 30 e il bacino portuale
Silvano Trieste 2018-10-29 Il magazzino 30 e il bacino portuale

TRIESTE Roberto Dipiazza e Zeno D'Agostino concordano: il Mercato ittico andrà in Porto vecchio. Ma non dove pensava il sindaco. E, parola del commissario dell'Autorità portuale, non con i soldi del ministero della Cultura. La questione, a leggere le dichiarazioni successive all'incontro di ieri a Roma che ha affrontato il tema dell'utilizzo dei 50 milioni per il rilancio del sito, è stata solo accennata a margine. Non perché secondaria ma perché, a quanto risulta, non in linea con un progetto di stampo culturale. Alle parole del sindaco, che fa sapere che il mercato «sarà spostato in Porto vecchio in una sede tutta da verificare con il commissario», D'Agostino risponde che sì, l'insediamento si farà, che un'area si troverà, ma che «nell'ambito di iniziative legate alla cultura, un simile tassello stonerebbe». Il "dove" rimane dunque da definire.

Dipiazza e D'Agostino si incontreranno prossimamente per individuare una soluzione. Dopo di che sarà necessario trovare i fondi, e sarà compito dell'amministrazione comunale. Nessun dubbio infatti, e il commissario lo conferma, che i 50 milioni statali non sono utilizzabili. Non per qualcosa che non è cultura. Presentando le aspirazioni del Comune sulle iniziative da avviare in Porto vecchio, a inizio settembre l'assessore alla Cultura Giorgio Rossi aveva invece dato per certo l'inserimento nel "pacchetto" del Mercato ittico, con l'obiettivo di attirare commercianti da Slovenia e Croazia. Negli auspici del sindaco anche «un fish market, attrazione per triestini e turisti, e ristoranti». Un po' come a Grado, che affianca il Mercato del pesce alla Cooperativa pescatori. Qualche settimana prima, annunciando la riapertura all'ex Gaslini dopo lo stop deciso dall'Azienda sanitaria a seguito di un blitz dei Nas che aveva trovato ragnatele, sporcizia, ruggine e spazzatura oltre a problemi strutturali e di sanificazione, Dipiazza aveva del resto anticipato già in modo molto chiaro le volontà del Comune.

«Ho parlato con il commissario D'Agostino - spiegava il sindaco - e siamo arrivati alla soluzione del Molo Zero che sarà un regalo che faremo ai pescatori e ai pescivendoli». Non solo un'idea, molto di più. «La struttura avrà grandi pendenze e sarà dotata di un sistema di autolavaggio perché il pesce ha bisogno di molta acqua», diceva ancora Dipiazza precisando pure che l'assessore Rossi «ha già visionato quello che è un vero e proprio palazzone, oltre 2.500 metri quadrati». Non finiva qui. Perché il sindaco era sicuro che in un anno il trasferimento sarebbe stato cosa fatta, «il primo insediamento produttivo per la riqualificazione del Porto vecchio: mettete lo spumante in frigo». Nell'attesa di aggiustare il tiro, Dipiazza assicurava comunque ieri pomeriggio che «non mancherà l'ormeggio per i pescatori». (m.b.)

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