Il miracolo degli uscenti Tornano perdendo voti

TRIESTE. Perdere consenso e professare lo stesso la vittoria. No, non è la rilettura all’italiana del solito segretario di partito, che davanti all’evidenza riesce a convincersi che, comunque sia andata, è stato un successo. Stavolta la contraddizione non è figlia di un’interpretazione partigiana. È la realtà. Dieci consiglieri uscenti, sei di centrodestra e quattro di centrosinistra, ce l’hanno fatta - a farsi rieleggere - nonostante abbiano preso meno preferenze rispetto al 2008. Potenza della disaffezione dei cittadini verso la politica, che ha abbassato l’ideale quorum per l’ingresso in piazza Oberdan, che abbinata a un calo della concorrenza infra-liste, anche causa i forfait indotti dall’inchiesta sui rimborsi facili, ha mitigato l’effetto dell’abbassamento degli scranni. Al di là dei due consiglieri-assessori Anna e Violino, che trattiamo a lato, è così che sono stati rieletti i berluscones Bruno Marini, Roberto Novelli e Paride Cargnelutti. Il superstite triestino rientra benché abbia perso una preferenza su tre (da 1.575 a 1.092), Novelli lo raggiunge pur avendo smarrito un 20% (da 2.558 a 2.068). Ma è a Cargnelutti - coinvolto proprio nell’inchiesta sui rimborsi facili - che riesce il miracolo: nel 2008 aveva preso 3.056 voti, crolla a quota 1.706 e mantiene la poltrona. Stessa (buona) sorte per l’Udc Maurizio Salvador, che lascia per strada un migliaio di voti (da 2.538 a 1.528). Quattro casi analoghi nel centrosinistra, dove le preferenze sfumate vengono tamponate anche dal premio di maggioranza. A trarne beneficio sono i democrats Mauro Travanut, Franco Iacop, Daniele Gerolin e Enzo Marsilio. I primi due mollano tanto ma evidentemente non troppo (da 3.081 a 1.873 e da 3.057 a 2.350), il terzo si difende dall’onda-Bolzonello (da 2.405 a 1.921), il quarto quasi tiene il dato 2008 (da 2.598 a 2.343). Gli altri sette rieletti (la conferma è un affare per 17 su 25 ricandidati) vantano invece tutti un trend positivo. Gli exploit - oltre al vice-Tondo Luca Ciriani trattato a destra - portano le firme della leghista Mara Piccin (da 1.111 a 3.120), dell’alfiere dell’Unione slovena Igor Gabrovec (da 758 a 1.794 nella circoscrizione giuliana), dei democrats Franco Codega e Enio Agnola (da 1.997 a 2.818 e da 361, allora con l’Idv, a 1.066). Sale un po’ ma quanto basta Stefano Pustetto (da 656 con la Sinistra Arcobaleno a 775 con Sel). E sale bene (da 1.741 a 2.250) pure il pidiellino Alessandro Colautti, il secondo e ultimo degli uscenti coinvolti nell’inchiesta sui rimborsi facili (dopo Cargnelutti) ad avercela fatta. E chiudiamo con una piccola grande beffa personale: l’unico dei coinvolti-ricandidati ad aver aumentato il proprio consenso è stato l’Udc Alessandro Tesolat, quello della grigliata con gli alpini: da 711 a 914. Non gli è bastato. Solamente lui, fra i ricandidati, ha fallito la conferma con un risultato migliore del 2008.
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