Il “mito” aeronautico Widmer rivive su un cippo in viale Gessi

Foto BRUNI Trieste 13.11.2020 Scoperta in via Gessi la targa a Gianni Widmer
Foto BRUNI Trieste 13.11.2020 Scoperta in via Gessi la targa a Gianni Widmer



Triestini, popolo di navigatori, ma anche aviatori. Ieri mattina, nei pressi della fontana di viale Romolo Gessi, è stato scoperto il cippo in metallo dedicato a Gianni Widmer, pioniere dell’aeronautica che ai suoi albori toccò frontiere mai raggiunte prima nell’arte del volo. Widmer - che forse venne “iniziato” all’aeronautica dall’impresa del “Wright” triestino, il meccanico Luigi Rupnik, nell’angusta via san Sergio - sarebbe diventato infatti uno dei protagonisti della scena aeronautica commerciale internazionale.

L’iniziativa, a cui ha partecipato il colonnello Claudio Widmer, cugino di Gianni, è stata promossa dall’Associazione “MareCielo Gianni Widmer”, con il presidente Egidio Braicovich, che ha voluto onorare la memoria dall’aviatore triestino donando all’amministrazione comunale la targa metallica commemorativa, che è stata installata dallo stesso Comune di Trieste su uno specifico “totem stradale”, analogo a quelli del progetto “Triestemetro”, realizzato con lamiera in ferro zincato.

Nella targa, opera della studentessa del Liceo artistico Nordio di Trieste Sara Bradaschia, è presente anche un codice Qr tramite il quale si può visionare la scheda illustrativa che, con testo e immagini, consente agli interessati di conoscere e approfondire alcune delle vicende aviatorie legate alla vita del pilota triestino. Che fu anche, come ha ricordato ieri l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, «collaudatore, istruttore di volo e capo scalo aeroportuale, ruolo che ricoprì quel primo aprile del 1926, giorno in cui si inaugurò a Trieste la prima linea aerea commerciale italiana».

Erano gli anni delle rotte servite da idrovolanti, che mettevano in connessione le più importanti città adriatiche, con Trieste che aveva il più grande idroscalo d’Italia (situato dove oggi c’è la sede della Capitaneria di porto, ndr). Dopo lo scoprimento della targa, tutti a testa in su per ammirare il sorvolo di tre aerei del tipo “Texan biposto”, “Moran” e “Storch”, della Scuola di volo Fly & Joy di Premariacco (Udine), con alla guida giovani piloti con i loro istruttori, che hanno eseguito alcuni passaggi a volo lento.—



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