Il mondo agricolo è in lutto per il suo paladino Canesin

Marco Bisiach
Si è spento a 65 anni, portato via in poco tempo da un male di quelli che non lasciano scampo, Danilo Canesin, storico punto di riferimento della Confederazione italiana agricoltori, di cui è stato dipendente e per molti anni anche presidente nell’Isontino. La sua morte ha suscitato grande cordoglio e impressione in tutta la provincia proprio perché l’uomo e il professionista erano conosciuti e stimati, tanto nel settore dell’agricoltura, quanto in quello della politica.
Cormonese, residente a Borgnano, Canesin si era candidato alla guida del suo paese nel 2007, partecipando per l’Ulivo a quelle elezioni comunali che premiarono per la prima volta il sindaco Luciano Patat. Non si lasciò abbattere dall’insuccesso alle urne, e visse invece con impegno e costanza la stagione da consigliere comunale d’opposizione. Sempre in prima linea Canesin è invece rimasto come punto di riferimento del mondo agricolo, ricoprendo, come detto, incarichi dirigenziali in seno alla Confederazione italiana agricoltori (Cia) del Friuli Venezia Giulia. Una famiglia, quella della Cia, che oggi lo piange con lacrime sincere. Danilo Canesin aveva dedicato l’intera vita lavorativa all’associazione, iniziando la sua attività nel lontano 1978, quando alla presidenza provinciale della confederazione c’era Bruno Marizza. Negli anni aveva guadagnato la stima e la fiducia dei colleghi, del collaboratori e delle imprese agricole e nell’assemblea del 1988 era stato eletto alla guida della sezione provinciale della Cia, tenendo il timone dell’associazione per ben 20 anni, fino al 2008.
«Danilo ha difeso i diritti degli agricoltori e i loro interessi fino ad ottenere risultati molto significativi – il ricordo di Canesin offerto proprio dalla Confederazione della quale per tanti anni è stato il riferimento –. Tra questi, ad esempio, si può citare il suo impegno per l’unificazione della confederazione stessa, o i risultati conseguiti per il Consorzio di bonifica, la Camera di commercio e altre istituzioni ancora».
Sin qui il professionista. Ma se oggi il dolore è forte in tutti coloro che hanno conosciuto Canesin, o con lui hanno condiviso un tratto del percorso della vita, è perché anche l’uomo era caratterizzato da valori importanti. «Danilo era un uomo buono che prendeva a cuore i problemi della gente – dicono ancora dalla Cia di Gorizia –, e con la sua cordialità si faceva voler bene da tutti, sapeva affrontare le cose con un sorriso e con spirito propositivo. Possiamo dire che era un idealista, ha accompagnato per tutti i quarant’anni della sua carriera lavorativa i contadini lungo la loro strada, e si è speso per il complesso mondo dell’agricoltura in generale con l’unico obiettivo di migliorarlo».
Da poco era andato in pensione, ma non ha avuto modo e tempo di godersi come avrebbe potuto il meritato riposo. Il destino e la malattia hanno privato troppo preso della sua presenza i suoi cari. La moglie Paola, e la figlia Chiara, in primis. I funerali saranno celebrati questo pomeriggio alle 14.30 nella chiesa di Santa Fosca a Borgnano, partendo dalla cappella dell’ex ospedale di Cormons dove la camera ardente sarà aperta dalle 8.30. –
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