Il mostro dei Balcani processato a Spalato

Si svolgerà entro la fine di dicembre l’udienza preliminare del processo tris a carico del mostro dei Balcani, il camionista 47enne Dragan Paravinja (nella foto), accusato di avere ucciso e tentato di stuprare la dalmata Antonija Bilic, 17 anni, omicidio avvenuto nel giugno 2011. Come da noi già rilevato, la Corte suprema ha di recente cassato anche il secondo verdetto di colpevolezza (40 anni di carcere) emesso nei riguardi di Paravinja. Lo ha fatto in quanto l’ Accusa non ha dimostrato nel procedimento bis se la ragazza sia stata uccisa per coprire le prove del tentato stupro, oppure se sia stata ammazzata per la reazione del mostro ai reiterati rifiuti della vittima di sottomettersi alle sue luride volontà. La Corte suprema, questo va detto, non ha messo in dubbio che Paravinja abbia tentato dapprima di usare violenza alla minorenne per poi ucciderla. Nel primo processo, invece, i giudici della stessa Corte suprema avevano sostenuto che non ci fossero le prove del tentato stupro. In entrambi i processo la corte del Tribunale regionale di Sebenico aveva inflitto 40 anni di reclusione al camionista, che è il massimo della pena in Croazia. Stavolta però il processo contro Paravinja sarà celebrato al Tribunale regionale di Spalato. È che i giudici sebenzani hanno chiesto di non dover più processare Paravinja, trattandosi di un delitto orribile, di un caso che ha stressato i magistrati per lungo tempo. A presiedere la corte spalatina sarà così il giudice Damir Romac, portavoce del tribunale della città dalmata, il quale ha aggiunto che dopo l’udienza preliminare il procedimento dovrebbe cominciare agli inizi del 2016. Antonija Bilic scomparve il 7 giugno 2007 mentre chiedeva un passaggio per andare a scuola, facendo l’autostop sul ponte del fiume Cikola, alle spalle di Sebenico. Fu vista salire sul camion di Paravinja e da allora si persero tutte le tracce. (a.m.)
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