Il paradosso: udienza rinviata a “tempo” in attesa della depenalizzazione del reato

Opportunità, buon senso, praticità. Ma è davvero giustizia? Quesito sorto ieri nell’aula dell’ex corte d’Assise di Gorizia. Tra i 61 processi a ruolo uno riguarda l’omesso versamento delle ritenute Inps. Imputato un cittadino straniero operante nel Monfalconese. La giudice Clocchiatti (nella foto), d’accordo con il legale (d’ufficio, reperito al volo in aula) decide di rinviare l’udienza a metà dicembre. Spiega che entro novembre il governo dovrebbe licenziare l’atteso decreto che depenalizza tale reato. Dunque, sostiene Clocchiatti, non ha senso giudicare oggi un reato che tra pochi giorni tale non sarà più. Ma in altri Tribunali e altri giudici hanno agito diversamente. Mettiamo che il caso in questione fosse stato messo a ruolo una o due settimane fa: con quali criteri si stabilisce il termine d’“attesa” di un provvedimento dato per certo da parecchi mesi? (r.c.)
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