Il Parco della pace consegnato da Dipiazza al mondo sloveno

La gestione del simbolo della Resistenza passa alla Comunità della minoranza L’ex poligono di Opicina verrà mantenuto dall’Anpi con una convenzione stabile 



Il “Parco della pace” di Opicina, luogo in cui decine di antifascisti furono trucidati e diventato nel dopoguerra meta di pellegrinaggi e cerimonie in loro memoria, è stato ieri consegnato dal sindaco Roberto Dipiazza alla Comunità slovena locale.

Alla presenza del console di Slovenia Vojko Volk, la gestione dell’area sarà affidata all’Anpi, che già la curava, ma in virtù di convenzioni temporanee. Ora la zona situata nei pressi del poligono di Opicina, lungo la strada che dal centro porta verso Fernetti, avrà una gestione consolidata.

«La situazione è cambiata del tutto – ha spiegato Dipiazza – perché in queste settimane il Demanio militare ha trasferito al nostro Comune la titolarità del Parco, che sarà a breve formalizzata anche con l’intavolazione dell’atto. Perciò ora possiamo consegnarla a titolo definitivo alla locale Comunità slovena. Avevo preso un impegno in tal senso nel 2004 – ha ricordato il sindaco – nei confronti della Comunella di Sant’Antonio in bosco, in occasione della realizzazione del monumento alla Foiba di Basovizza e oggi tengo fede a quella promessa. Auspico che l’amicizia fra italiani e sloveni diventi sempre più solida».

Per sottolineare l’importanza del momento, Volk ha citato il poeta e letterato sloveno Ivan Cankar. «Diceva Cankar – ha richiamato il console – che la vita non è buona o cattiva di per sé: siamo noi a darle un’impronta in base a ciò che facciamo e questo concetto è perfetto per descrivere i rapporti fra Italia e Slovenia. Ringrazio perciò l’amico Dipiazza per il gesto di oggi e per la forza con la quale ha sempre combattuto per aprire i confini fra i nostri due paesi. Questa – ha concluso – è la strada sulla quale bisognerà proseguire».

Dipiazza e Volk hanno poi accennato alla prospettiva di ripetere il concerto dei tre presidenti l’anno prossimo, quando ricorrerà il centenario dell’incendio del Narodni Dom. Il vice presidente del Consiglio comunale, Igor Svab ha detto che «adesso tutti potranno portare un fiore in un luogo assegnato ufficialmente alla Comunità slovena. È giusto ricordare il passato – ha aggiunto – ma anche lavorare per il futuro e oggi e ciò che stiamo facendo». “Auspico che ora si completi il tutto con la riqualifica dell’area commemorativa, in base al progetto dell’architetto Andrea Kriznic, che prevede di illuminare la zona con un impianto di luce elettrica”. Lo ha detto ieri, a margine della cerimonia in Comune, Valentina Repini, consigliere comunale del Pd. La presidente della prima Circoscrizione Maja Tenze, dopo aver ringraziato Dipiazza, ha ribadito che «Trieste deve diventare sempre di più città europea». —



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