Il Patto di stabilità divide i tre candidati sindaco
SAN GIORGIO DI NOGARO. Il Patto di stabilità sarà uno dei temi più “caldi” della campagna elettorale di San Giorgio di Nogaro. Se Pietro Del Frate (centrosinistra) sostiene la necessità di “sforare” il Patto per pagare le imprese, Rachele Di Luca (compagine civica) ribadisce il rispetto delle regole ed Enzo Bertoldi (centrodestra) dice che saranno i cittadini a pagare lo “sforamento”. «Il quadro nazionale e la trattativa Regione-Stato per risolvere i debiti della pubblica amministrazione - attacca la Di Luca - dando priorità a imprese e professionisti ci confermano nell’atteggiamento di fiducia nelle istituzioni e rispetto delle norme da noi assunto in consiglio comunale non partecipando al voto sull’odg contro il Patto di stabilità: riteniamo scorretto che gli amministratori diano consapevolmente indirizzi agli uffici in contrasto con la normativa in vigore, pur condividendone lo scopo di giusta remunerazione del lavoro svolto. Se la maggioranza comunale decide da sola che cosa è giusto o no fuori dei confini normativi, entriamo in un corto circuito istituzionale. L’odg è stato presentato dal sindaco come azione per saldare il dovuto alle imprese, ma non è mai seguito un ordine di servizio per i pagamenti. È solo demagogia. Ciò che conta è l’approvazione in Regione dell’emendamento nella legge Omnibus che ha riscritto il Patto di stabilità, liberando e distribuendo risorse agli enti locali: grazie a quel passaggio legittimo, il nostro Comune ha provveduto a un primo pagamento dei crediti vantati dalle imprese per il 57% dell’ammontare complessivo e in equa proporzionalità».
Del Frate rilancia: «Siamo diventati un esempio in Italia, con la nostra azione coraggiosa per salvare imprese e lavoratori dalla cassa integrazione, o peggio, della mobilità e della perdita di lavoro. Amministrare un Comune significa far seguire i fatti e le assunzioni di responsabilità: questa non è demagogia, ma la forza della nostra coalizione». E Bertoldi ribadisce: «Le nuove regole vanno osservate. Se non c’è corretta gestione delle opere evitandone l’esecuzione contemporaneamente, si rischia di mettere mano nelle tasche dei cittadini con addizionali e aumenti di Imu e Tarsu: a oggi si stimano 300 euro a famiglia».(f.a.)
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