Il Pd: «Gas per la centrale? Opzione di retroguardia»

Il destino della centrale termoelettrica con l’ipotesi-gas che s’è fatta avanti per il post-carbone sta innescando dibattito e prese di posizione. Il Pd con Marco Ghinelli parla di una «scelta di retroguardia che possiamo contrastare, considerando anche altre criticità connesse ai destini della centrale, lo smantellamento degli impianti esistenti, la bonifica dell’area, il destino dei lavoratori». Il consigliere Annamaria Furfaro (La Nostra Città), fa «doverosamente presente» l’emarginazione dei componenti del consiglio comunale».
«Crediamo che Monfalcone abbia pagato abbastanza per la presenza della Centrale a ridosso della città - argomenta Ghinelli -. Finalmente entro il 2025, speriamo anche prima, l’uso del carbone verrà eliminato. Cosa succede dopo? Circola l’ipotesi di un impianto a gas, quindi si continuerebbe a produrre energia utilizzando combustibili fossili». L’esponente dem aggiunge: «Per centrare l’obiettivo di un destino diverso per l’area, produzione di energia da fonti rinnovabili o riconversione ad uso portuale, o ancora parco tecnologico sono necessarie scelte che non possono essere rimandate». Le elenca: «Va riattivato al più presto il tavolo regionale in cui tutti i portatori di interessi collettivi possano confrontarsi. Va rivisto il Piano energetico regionale, che alla misura 5 prevede che a Monfalcone diventi operativa una centrale a gas. Sono punti nevralgici su cui l’attuale amministrazione comunale non ha mosso un dito». Ghinelli conclude: «Chi governa oggi Monfalcone fa parte della stessa compagine che governa in Regione e a livello nazionale. Che scuse si troveranno se, continuando con questo atteggiamento superficiale e inadeguato per un problema così importante, ci ritroveremo con una nuova centrale e non con la soluzione migliore per Monfalcone?».
Furfaro quindi osserva: «Il sindaco Cisint ritiene di tenere lontani i componenti del consiglio comunale - regolarmente eletti dai cittadini - da ogni documentazione, notizia e dibattito. Infatti, dopo aver partecipato ad una riunione al Ministero sullo scenario futuro di A2A dagli esiti “secretati” (testuale), l’assessore Cauci ha convocato, venerdi mattina alle 9, ad un tavolo “riservato” tre associazioni ambientaliste e solo uno dei sei rioni». Sul fronte istituzionale dice: «La commissione comunale ambiente e salute, rimasta senza presidente da due mesi, non viene attivata sul tema specifico. Nell’ultima riunione del consiglio (maggio scorso!) l’assessore Cauci ha presentato una relazione sul suo operato: riguardava la cura delle aiuole in centro, la progettazione di un parco “a zero pollini” per contrastare le allergie, l’allontanamento di 1.081 piccioni e cenni su lotta a zanzare e ratti. Neppure un accenno circa il pesante stato di inquinamento dell’aria, nè eventuali ragionamenti sul futuro energetico della città». Conclude: «Monfalcone ha diritto ad avere il coinvolgimento di tutta la politica locale, delle associazioni, della cittadinanza per arrivare a scelte condivise».—
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