Il Pd sull’amianto: «Ok gli psicologi di Aea ma il Comune fa poco»

Pollice su al potenziamento psicologico per quanti si trovano ad attraversare il tunnel dell’asbestosi, pollice verso all’«immobilismo» del centrodestra su questi temi. Il Partito democratico ringrazia e plaude all’Associazione esposti amianto (Aea) per «l’importante l’iniziativa» intrapresa al fine di assicurare un supporto a pazienti e familiari afflitti dalle conseguenze derivanti dall’aver inalato la micidiale fibra killer. «Lo psicologo – riflettono il consigliere Paolo Fogar e la coordinatrice del partito Michela Percuzzi – è una figura professionale che dovrebbe avere sempre più spazio nel servizio sanitario pubblico, in particolare per i medici e operatori sanitari, soprattutto in una fase come l’attuale, legata all’emergenza Covid».
Il Pd isontino, in occasione della “Giornata mondiale delle vittime dell’amianto”, lo scorso 28 aprile, aveva presentato un documento sottoscritto da dirigenti politici e amministratori locali che evidenziava la necessità di far diventare il tema dell’amianto una «questione sociale» per il Friuli Venezia Giulia. Il documento, tra le varie questioni, proponeva di applicare agli esposti, come già previsto dalle esistenti linee guida regionali, una sorveglianza sanitaria con cure, assistenze dignitose, percorsi prioritari e la previsione – in un’ottica di presa in carico della persona esposta e della sua famiglia – del supporto psicologico. «Non è giusto, né vogliamo – ribadisce il dem Fogar – su un argomento così delicato per le persone del nostro territorio fare rivendicazioni, ma avendola più volte sollecitata, anche in Consiglio comunale, riteniamo che la presenza dei due psicologi di cui oggi si fa carico l’Aea, messa a disposizione del territorio, non possa non essere un servizio pubblico da inserirsi nelle attività del Crua al San Polo».
«Il potenziamento della struttura con queste figure e in primis il riconoscimento di un ruolo regionale del Centro amianto stesso – sottolinea il consigliere Fogar – erano impegni che da tempo sia i vertici della Regione sia lo stesso sindaco si erano impegnati a concretizzare, ma dobbiamo constatare come nulla in questi due anni e mezzo di governo si sia mosso». «Vogliamo credere – conclude – che ciò si realizzi quanto prima, per quelle famiglie che aspettano risposte vere e non le solite promesse vuote». —
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