Il pellegrinaggio in Preval più forte del coronavirus

MOSSA

Il coronavirus ha finito, quasi, con il “seppellire” il santuario del Preval, fra decreti, restrizioni, norme anti-contagio. Ma è venuto il momento della riscossa. Una bellissima giornata ancora estiva ha fatto da cornice al tradizionale pellegrinaggio al Preval dell’Unità pastorale di Capriva del Friuli e Moraro in preparazione alle rispettive festività mariane patronali.

Arrivati a piedi o con i propri mezzi, una cinquantina di fedeli si sono dati appuntamento per vivere un momento di fede intensa e devozione mariana. Nell’omelia don Maurizio Qualizza (che concelebrava con don Ugo Bastiani) ha richiamato proprio la necessità di «fare memoria del dono prezioso della fede», mettendosi alla scuola di Maria, «di lei che è stata proclamata beata perché ha creduto. Siamo qui - ha proseguito il celebrante - per lodare e contemplare la bellezza di fede di Maria e nello steso tempo per chiederle qualcosa, perché chiedere non è male, ma è segno che siamo limitati, che non bastiamo a noi stessi, che abbiamo bisogno dell’altro, del Signore e di Sua Madre. Siamo qui per chiedere una pace coniugata con la giustizia, specie per il Libano, così stasera anticipiamo la preghiera chiesta dal Papa per questo paese martoriato, ma siamo qui anche per chiedere un aiuto per i nostri ammalati, coloro che più hanno sofferto nel lungo lookdown e infine perché possa non ripetersi il dramma che il nostro Paese e il mondo intero ha vissuto».

Al termine è stata letta una preghiera di affidamento a Maria, Regina dei Popoli. La messa è stata preceduta dalla recita del Rosario e dal saluto di don Moris Tonso, parroco di Mossa che, dopo aver ringraziato per la bella tradizione e per la folta presenza di fedeli, ha invitato a «mantenere il legame con la Madonna e a vivere con fede e bellezza le prossime festività mariane». Il suono delle campane ha rallegrato l’incontro e tutti si son dati appuntamento per il prossimo anno, mentre la conca del Preval regalava uno dei suoi magnifici tramonti. —



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