Il piano di Ziberna: «Gestione ascensore affidata all’Apt per abbattere i costi»

È uno dei refrain di coloro che si oppongono strenuamente alla realizzazione dell’ascensore per il Castello. «A quanto ammonteranno i costi di gestione? Sarà un buco nell’acqua», la domanda (con annessa risposta) ricorrente. Per la verità, sin dai tempi delle due giunte Romoli, non si è mai fatta chiarezza sull’ammontare delle spese di esercizio dell’impianto di risalita. L’argomento è sempre stato un buco nero.
Ma il sindaco Rodolfo Ziberna una soluzione in tasca ce l’ha. «Stiamo lavorando, e non da oggi, per il coinvolgimento dell’Azienda provinciale trasporti (Apt) nella gestione dell’ascensore - spiega il primo cittadino -. In una prima fase, potrebbe essere coinvolta una persona che garantirebbe direttamente in loco il funzionamento e il controllo dell’impianto di risalita. In una seconda fase, invece, si potrebbe pensare a un presidio da remoto, senza cioé una presenza fisica ai piedi del Castello. In questa maniera, le spese di gestione sarebbero assolutamente limitate».
Resta da capire quando potranno ricominciare i lavori dell’ultima tranche dell’impianto di risalita. «Incrociamo le dita, questo cantiere ne ha viste davvero tante e speriamo davvero di trovarci di fronte all’ultima tappa di questi tormentati lavori». Quando si parla di ascensore per il castello la cautela è d’obbligo e il sindaco Rodolfo Ziberna non fa eccezione. Preferisce, infatti, usare il condizionale anche se alla parte finale dell’opera manca ormai solo la firma dell’ultimo contratto, quello che, finalmente, collocherà le cabine che trasporteranno i visitatori da piazza Vittoria al Castello.
Nei giorni scorsi i rappresentanti del consorzio “Compat” di Roma che ha vinto l’appalto, ha effettuato un primo sopralluogo nell’area interessata dove, entro settembre, massimo primi di ottobre, aprirà il cantiere.
Prima però (comunque entro agosto) sarà firmato il contratto che, di fatto, darà ufficialmente il via all’ultimo lotto dei lavori. Fra le opere previste la realizzazione di un pozzo verticale del diametro di 5,86 metri e profondo 16,60 per la costruzione, al suo interno, di un vano scale circolare e l’inserimento di un ascensore verticale, che collegherà la galleria ipogea con la seconda stazione di arrivo. Poi ci saranno l’ installazione di un ulteriore ascensore verticale da collocare all’interno del vano già realizzato per la risalita del Bastione; l’installazione di un altro ascensore, ma inclinato, tra la stazione Vittoria e la stazione Castello e, molto importante, la riqualificazione ambientale del versante sotto il castello con il “re-inverdimento” dell’intera area coinvolta.
L’intervento durerà complessivamente, circa un anno e dovrebbe concludersi, quindi, entro il 2020, in contemporanea alla riapertura del Bastione fiorito e dell’area del Teatro tenda che saranno riqualificati. «Riqualificazione e valorizzazione del castello e del suo borgo sono fondamentali nella nostra strategia per far crescere l’attrazione turistica della città e non solo - ribadisce il sindaco -. Vogliamo che il monumento-simbolo di Gorizia diventi un elemento di grande vitalità, di giorno come di sera, per giovani ma anche per famiglie con bambini e stiamo lavorando con grande impegno per questo. Sono certo che l’ascensore aiuterà molto per raggiungere l’obiettivo».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore comunale ai Lavori pubblici Arianna Bellan. Ricorda, peraltro, i tanti cantieri aperti e in progettazione in città.
«Ci sono molti lavori, partiti nella precedente legislatura, che si stanno avviando a conclusione - evidenzia - fra cui la riqualificazione di corso Italia, le piazze del Duomo e di San Rocco e, appunto, l’ascensore, senza dimenticare le scuole e la sistemazione di strade e marciapiedi, mentre a breve partirà la rinaturalizzazione del Corno, il Bastione fiorito, la riqualificazione dei Giardini pubblici e altre opere ancora. Questo, per dire che si sta davvero operando un recupero urbanistico di grande impatto che, è il nostro augurio, possa contribuire al rilancio di un territorio straordinario che vogliamo far emergere in tutta la sua bellezza», chiude Bellan. —
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