Il piano-salvezza Dukcevich definito entro il 27 settembre

È il termine fissato dal giudice Merluzzi. Negoziazione con i creditori allo sprint nell’ultimo scorcio di luglio. La famiglia resterà con una quota di minoranza
Foto Bruni Trieste 04.01.2019 Azienda Principe: assemblea operai inaccessibile
Foto Bruni Trieste 04.01.2019 Azienda Principe: assemblea operai inaccessibile



La messa in sicurezza del gruppo Kipre Dukcevich ha un riferimento cronologico certo: entro venerdì 27 settembre i consulenti dell’azienda alimentare presenteranno il piano industriale, mirato a salvaguardare produzione e occupazione di un prestigioso marchio della salumeria nazionale.

La data, che ha reso flessibile il termine di 60 giorni avendo tenuto conto del consueto rallentamento agostano, è stata decisa alcuni giorni fa dal giudice Riccardo Merluzzi, il quale segue il dossier Dukcevich presso la sezione fallimentare del Tribunale triestino.

L’appuntamento settembrino sarà il punto d’arrivo di un lavoro che si va compiendo anche in questo ultimo scorcio di luglio, perché propedeutico alla definizione del piano industriale è l’accordo con i creditori, in particolare con il ceto creditorio. Ricordiamo che la massa debitoria, segnalata nel bilancio 2017 (l’esercizio ’18 non è stato ancora reso noto), ammontava a 130 milioni di euro, 70 dei quali in capo alle banche e i restanti in capo ai fornitori.

I consulenti stanno precisando le varie categorie di creditori. A decidere in positivo il destino del gruppo Dukcevich, è l’intervento del fondo Quattro R, partecipato tra gli altri da Cassa depositi e prestiti, Inail, Inarcassa, Cassa forense. Il fondo, che ha sede a Milano e sta già svolgendo importanti attività di rilancio finanziario (Fagioli, Richetti, Trussardi), ha programmato un’iniezione pari a una quarantina di milioni, ripartiti tra ricapitalizzazione e liquidità.

L’operazione dovrebbe avere due capisaldi: l’assunzione della maggioranza azionaria da parte di Quattro R e un ruolo di minoranza per la famiglia Dukcevich e la salvaguardia dell’integrità produttiva del gruppo, cioè il mantenimento dei sei siti (Trieste, San Daniele, Sossano, Langhirano) funzionanti nell’area nord-orientale, senza “spezzatini”.

Anche Trieste, ritenuto con würstel e cotti l’anello debole della catena industriale, non sarà abbandonata: da maggio una settantina di addetti ruota in cassa integrazione.

Se non vi saranno colpi di scena negativi, la storia contemporanea del gruppo Kipre Dukcevich, drammaticamente iniziata il 28 dicembre dello scorso anno con l’avviso a pagamento di Mario & Sonia su “Sole 24 Ore”, è così destinata a vivere una nuova esistenza procedendo verso il prossimo autunno.

Da maggio le sorti dell’azienda sono seguite da un nuovo pool consulenziale formato dai triestini Enrico Guglielmucci e Matteo Montesano, dai milanesi Jacopo Rapisarda e Marco Vigna Taglianti. —



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