Il Porto si “dimentica” delle Dogane

In Comitato deve sedere un rappresentante dell’Agenzia del ministero delle Finanze, ma il posto è rimasto vuoto
Di Piero Rauber
Foto Bruni 22.03.13 Autorità Portuale-riunione
Foto Bruni 22.03.13 Autorità Portuale-riunione

Prendi per le corna un toro, che poi si rivela mansueto, e te ne arriva invece uno alle spalle che non avevi neanche immaginato potesse esserci. L’ansia politica per la recente audizione straordinaria in Consiglio comunale sui destini incerti di Porto Vecchio - sgonfiatasi a ridosso della sua stessa celebrazione per il forfait della Signora del Porto Marina Monassi e della cordata di Portocittà - si è trasformata a posteriori in un caso istituzionale.

Proprio in seguito a quell’audizione, infatti, si è fatta largo - salendo fino ai piani ministeriali - la consapevolezza che in Comitato portuale, per diversi mesi, è rimasta vuota una sedia senza che nessuno se ne accorgesse. È la sedia sulla quale si sarebbe dovuto sedere per legge il delegato dell’Agenzia delle Dogane. Caso ha voluto mancasse proprio lui in tempi in cui il tema che scotta, nel dibattito cittadino e portuale, sono proprio i punti franchi. Chi per lui - pare - non ha bussato a sufficienza alle porte del Comitato portuale per farsele aprire. E l’Autorità portuale dal canto suo - altrettanto pare - dopo un primo invito andato a vuoto non è che ci ha perso il sonno.

Quella sedia vuota, fino a prova contraria, non dovrebbe affatto inficiare - ragiona dietro le quinte chi mastica di legislazione portuale - il lavoro svolto dal Comitato portuale nel mentre in cui l’Agenzia delle Dogane era stata “sdoganata”. L’imbarazzo, come il dubbio, però resta. Il vuoto, per intanto, è stato immediatamente sanato. Dalla prossima seduta della “Camera dei deputati” del Porto quella sedia tornerà ad essere occupata da Antonio Di Noto, direttore dell’Ufficio delle Dogane di Trieste, già membro del Comitato portuale prima del vuoto di cui si è detto, sia in epoca Boniciolli che all’inizio dell’attuale presidenza Monassi.

Il palesarsi improvviso di un problema che nessuno, si presume, aveva visto si deve proprio all’audizione del Consiglio comunale. Tutto è partito dalla lamentela del capogruppo della Lega Nord Maurizio Ferrara, dipendente doganale, che ha “ripreso”, evidentemente per amor di bandiera occupazionale, il presidente dell’aula Iztok Furlanic, per il mancato invito all’audizione dell’Agenzia delle Dogane. Risposta: la convocazione andava indirizzata ai soggetti che siedono in Comitato portuale, e dal sito dell’Authority si evinceva che l’Agenzia delle Dogane non ne faceva parte. E così, dal Municipio, il caso si è trasferito negli uffici portuali e doganali, nei quali si è constatato che - dopo l’avvicendamento Boniciolli-Monassi - la nuova presidenza del Porto aveva inviato, ai vari organismi che la legge fa sedere in Comitato portuale, una lettera in cui chiedeva di indicare quali fossero i loro delegati da convocare. Le bocche, sull’argomento, restano cucite ovunque. Trapela, ad ogni modo, che all’epoca, alla Torre del Lloyd, non era arrivata alcuna risposta dal Ministero delle Finanze, da cui dipende l’Agenzia delle Dogane. Nessun delegato indicato da una parte, nessun invito all’istituzione dall’altra. Con buona pace degli altri componenti del Comitato portuale. Fino all’audizione in Consiglio comunale su Porto Vecchio. La partita che, viste come sono andate le cose, oscura tutto il resto.

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