Il prefetto: ok ai vigili armati di notte

«Sostituirebbero la polizia in alcuni servizi. Sull’impiego di giorno scelga il Comune»
Sì all’armamento dei vigili per correggere l’«anomalia» di Trieste, città in cui l’attività della polizia locale si interrompe durante la notte e non copre l’arco delle 24 ore, come avviene invece praticamente in tutto il resto d’Italia. Così il prefetto, Giovanni Balsamo, interviene nel dibattito sulla sicurezza riacceso dagli ultimi fatti di cronaca e dalle diverse prese di posizione sull’ipotesi di dotare di pistola gli agenti della Municipale.


Dall’emissario del governo, però, nessun commento sul possibile uso delle armi anche di giorno ipotizzato dal sindaco. «Quelle - spiega - sono scelte che rientrano nelle specifiche competenze del Comune». Prefetto Balsamo, i furti nelle ville, le tensioni in piazza Oberdan, il ferimento della donna incinta in via Muratti. In città c’è un’emergenza sicurezza? Certamente alcuni recenti episodi meritano una particolare attenzione. In particolare l’atto sconsiderato di via Muratti, pur tenendo presente la personalità dell'autore, può aver turbato i triestini, particolarmente sensibili al tema della positiva convivenza civile, di cui sono orgogliosi e a cui tengono molto. Ma ciò non deve far ignorare le caratteristiche che emergono inequivocabilmente da tutti i fatti: la loro prevalente attribuzione a soggetti non locali, l’assenza di una vera e propria criminalità organizzata, l’assoluta prevalenza dei reati patrimoniali di minore rilevo. Eppure bastano ad allarmare i cittadini.


Di fronte a fatti che rimangono reciprocamente scollegati, non credo si possa parlare di allarme o degrado; c'è piuttosto l’esigenza di cogliere le motivazioni di un evidente disagio sociale e di attivare misure di prevenzione. Ovviamente, occorre innanzitutto procedere sul piano dell'azione strettamente di polizia. È stato fatto abbastanza in questi mesi? I dati sono inequivocabili. Prendiamo il caso di piazza Oberdan. Dalla metà di maggio la Questura ha avviato, a carico dei giovani che stazionano in quella zona, indagini per i reati di minacce, lesioni aggravate, ingiurie, occupazioni abusive di edifici, furto, danneggiamento e possesso abusivo di arma da taglio. Sono stati inoltre emessi dal Questore quattro avvisi orali con diffida e un foglio di via obbligatorio con ingiunzione a lasciare la città. Sempre in piazza Oberdan, tra inizio giugno e metà luglio, i carabinieri hanno impiegato circa 132 militari in attività di controllo. Inoltre sono stati utilizzati 160 militari in borghese, in aggiunta ai normali servizi, per le pattuglie antirapina, e sono state raddoppiate e, in alcuni triplicate, le pattuglie notturne sul Carso per prevenire i furti in villa.


Il sindaco ha intenzione di far girare i vigili con la pistola. La generale tendenza è di armare la polizia municipale. E' una tendenza che trova nei fatti la sua giustificazione, ma che deve essere seguita con oculatezza, nei limiti in cui risulti indispensabile assecondarla in relazione alle condizioni locali della sicurezza pubblica. Ecco perchè ritengo che per Trieste possa essere sufficiente un armamento parziale correlato all'espletamento di alcuni particolari servizi. Servizi come il controllo delle zone «calde» anche durante il giorno? Su questa possibilità non entro nel merito. La scelta rientra nelle competenze del Comune. Penso solo che sia necessario evitare ulteriori ritardi nel processo di assunzione, da parte della polizia locale, di alcuni compiti svolti dalle forze dell'ordine dello Stato. Così, ad esempio, l'intervento della municipale nella rilevazione degli incidenti stradali di notte consentirebbe alle pattuglie delle altre forze di polizia di dedicarsi alla prevenzione dei reati di maggiore allarme sociale.


Credo poi vada corretta l’anomalia che vede a Trieste i vigili impegnati non nell’intero arco delle 24 ore. Il sindaco pensa anche ad un impiego più massiccio dei «Nis». Ben vengano nuovi reparti che assicurino l’ immediatezza di intervento fondamentale in alcuni settori della vigilanza urbana, come nel controllo sui locali pubblici. Io stesso, un mese fa, ho richiamato l'attenzione di tutti i Sindaci sulla loro primaria competenza in materia. Ma queste nuove metodologie d’intervento della Municipale non devono tradursi in improduttive forme di concorrenzialità. Serve la famosa «cabina di regia»? Occorre una più stretta collaborazione tra i diversi soggetti attivi a tutela della sicurezza pubblica, per evitare sovrapposizione di servizi e dispersione di risorse. Stato ed enti locali sono chiamati a svolgere compiti diversi in campi contigui, ma è essenziale che ciascun servizio si integri con quello svolto dagli altri.


Per questo la legge prevede una sede generale di analisi delle questioni dell'ordine e della sicurezza. A questo mira il protocollo d'intesa firmato dal ministro Amato e dal presidente Illy. La Regione ha già destinato appositi finanziamenti, e specifici organi di coordinamento stanno lavorando ai quattro progetti previsti. Uno di questi è dedicato alla videosorveglianza. Si lavora allo sviluppo di sinergie tra le sale operative delle forze di polizia e dei vigili urbani, per arrivare ad un uso condiviso e quindi più funzionale delle immagini registrate.

Riproduzione riservata © Il Piccolo