Il Progetto Leonardo rimasto solo sulla carta
Diciassette anni fa il “Progetto Leonardo” venne presentato in pompa magna e definito «la ricetta dell’Ascom per rilanciare il commercio in città e nell’Isontino». Si trattava di trasformare le aree del mercato coperto e all’ingrosso nel primo, ambizioso centro commerciale urbano integrato con un ampio supermercato, negozi, parcheggi. Si parlò della creazione di 274 posti di lavoro. Vennero realizzati anche dei suggestivi rendering presentati nel corso degli anni successivi attraverso incontri e conferenze stampa di aggiornamento. Perché i verbi declinati al passato? Perché tutto venne rispedito nei cassetti. Il complesso commerciale, che prevedeva un grande supermarket (sarebbe stato l’ennesimo), doveva essere così strutturato: centro commerciale urbano nell’area di Santa Chiara, per il quale erano state previste diverse ipotesi progettuali, con una superficie totale di vendita da circa 5.500 metri quadrati a 7.500 mq. Per ognuna di esse, era stata verificata la sostenibilità economico-finanziaria ed occupazionale, evidenziando che l’ipotesi relativa a circa 7.500 mq di superficie di vendita appariva quella caratterizzata dalla maggiore fattibilità, in quanto le sue dimensioni «consentirebbero di ottenere contemporaneamente - si leggeva nel documento di programmazione - il maggiore tasso interno di rendimento dell'investimento, l'utile netto più elevato al sesto anno di operatività (preso come momento di verifica gestionale), un numero di parcheggi richiesti in grado di rientrare entro i 500 realizzabili su 4 livelli, un carico sostenibile di commercializzazione degli spazi». —
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