Il “quizzone” non fa paura ma fisica resta la più ostica

MONFALCONE. A parte l’ansia della vigilia, è andata meglio del previsto e senza particolari patemi d’animo la terza prova scritta per gli studenti delle superiori del mandamento monfalconese,...
Bonaventura Monfalcone-25.06.2018 III prova-esami di matura-Liceo scientifico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-25.06.2018 III prova-esami di matura-Liceo scientifico-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

MONFALCONE. A parte l’ansia della vigilia, è andata meglio del previsto e senza particolari patemi d’animo la terza prova scritta per gli studenti delle superiori del mandamento monfalconese, conosciuta come il “quizzone”. Non fa più paura e dal 2019 andrà “in pensione”. La maggior parte ha sbrigato la pratica utilizzando solo due delle tre ore a disposizione. Meglio, dunque, delle due prove iniziali un vero “incubo” con un impegno di circa sei ore.

Il “quizzone” è una verifica multidisciplinare composta da tre o quattro materie (a secondo del tipo di istituto) in genere non comprese negli scritti precedenti, non stabilite dal Miur di Roma ma dalle singole commissioni d’esame. Ecco che anche i maturandi di Einaudi-Marconi, Pertini e Buonarroti, hanno dovuto rispondere a tre domande “aperte” (in genere sei righe), scrivere trattazioni sintetiche, svolgere esercizi e andare subito al sodo e senza perdersi in frasi superflue. «Oggi la prova non è stata difficile, ma molto impegnativa. Comunque era fattibile: diciamo che è andata» commentano Michele, Angie, Gianni, Davide, Mario, Marta e Nicola, un bel gruppetto di studenti liceali dello scientifico, usciti quasi contemporaneamente dall’aula. I quesiti delle materie a cui dovevano rispondere riguardavano: inglese, fisica, scienze e filosofia. La materia «più tosta» è stata fisica. Stefania ha appena concluso ed è convinta che sia andato tutto bene o quasi, perché è stata nel 2017 a perfezionare la lingua per un anno in America. Qualche studente ha trovato le domande delle materie «troppo particolari, poco elaborate durante l’anno». Ma nei loro volti e nelle espressioni sorridenti si intravede, tuttavia, una sorta di rilassamento dopo lo stress dei giorni scorsi.

Anche se non è ancora finita, non c’è tempo di riflettere su quello che è stato fatto perché incombono gli orali da giovedì. Sarà l’ultima fatica prima di raggiungere l’agognato diploma. Qualcuno pensa già all’università per iscriversi a Ingegneria informatica, alla Scuola interpreti o Infermieristica. Come Jannati, sorridente con il velo, nonostante le difficoltà per completare la prova, ha già in mente di diventare Odontoiatra. È accanto a Giorgia che ha già scelto Medicina con specializzazione in Ginecologia. Atmosfera più distesa anche per gli studenti dell’Einaudi-Marconi, dove Nicolò della 5A (Automazione) è uscito subito dopo le 11 ed è convinto di aver fatto bene il compito rispondendo a tutte le domande. «Ho avuto già proposte di lavoro – dice – ma credo che farò Ingegneria elettronica». Marco di Elettrotecnica, dopo il diploma ha deciso di voltare pagina, farà Giurisprudenza, mentre Christian è indirizzato verso Matematica e Simone, invece, pensa a uno stage all’estero.

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