Il ricordo di Cragnolin spopola su Facebook

Il 13 novembre è stato l’anniversario della scomparsa dell’allora sindaco di San Pier d’Isonzo Adriano Cragnolin. Fu un sindaco molto amato, ottimo amministratore, capace di convincere, creare senso di comunità e negoziare fino all’ultimo minuto per ottenere risultati da mettere a disposizione di tutti. Pronto a battersi, a metterci del suo e ad affrontare le conseguenze dei suoi gesti. Memorabili la sua difesa dell’acqua pubblica di San Pier e l’impegno verso i profughi dell’ex Jugoslavia. E con una grande capacità di visione, di immaginare il territorio, di capire i grandi cambiamenti che sarebbero arrivati e di lavorare per qualcosa che andasse oltre il consenso. La costruzione della Città Mandamento, al tempo una novità amministrativa importante e quasi unica nel panorama italiano, deve moltissimo alla sua lungimiranza, alla sua tenacia e alla sua capacità di tenere insieme teste e posizioni diverse. Aveva un’idea della politica come bene comune, capacità di ragionare insieme e spazio di confronto. L’Associazione che porta il suo nome, attiva dal 1997, in questi anni ha rafforzato specialmente l’impegno verso le giovani generazioni che aveva contraddistinto il suo mandato. Negli anni le attività hanno riguardato il teatro, la promozione della ricerca sulla storia del Mandamento, l’aiuto a famiglie in difficoltà ed il sostegno di realtà scolastiche colpite dal terremoto a Ferrara e a Sarnano.
Ogni anno, il 13 novembre, l’Associazione organizza una o più serate in cui, oltre a dar conto di quanto fatto, ricorda Adriano, il suo impegno politico e sindacale e la sua capacità di costruire ponti in un mondo che, sempre più, innalza barriere. L’emergenza in corso non ha permesso questi incontri, così l’Associazione ha invitato le persone a condividere ricordi o foto di Adriano nella sua pagina Facebook. Il ritratto che emerge dai commenti aggiunge altri aspetti all’immagine del sindaco. La grande passione per lo sport, il fatto che fosse stato allenatore di calcio dei ragazzini e, in una bellissima foto, c’è lui ragazzino che corre. “L’unico che mi batteva” è il commento di chi l’ha inviata. Non mancano la sensibilità e l’impegno su temi allora troppo poco dibattuti come quando, nei primi anni Novanta, autorizzò le donne di UDI ad “occupare” la sala consigliare per fare una mostra sulla violenza contro le donne intitolata “La violenza contro una è violenza contro tutte”. I commenti in bisiàc che lo ricordano come motore della vitalità del paese e quelli di chi l’ha conosciuto come il sindaco dei bambini. Dopo molto tempo, il ricordo è ancora vivo e presente. Probabilmente perché, come è stato notato, con lui il Comune era la casa di tutti.—
Riproduzione riservata © Il Piccolo








