Il San Giusto d’Oro ad Andrea Segrè per la sua battaglia contro lo spreco

La lotta allo spreco alimentare e l’impegno al servizio della verità. Andrea Segrè vince il San Giusto d’Oro numero cinquantaquattro mentre alla giornalista Rai Giovanna Botteri va la targa speciale. Se tutto andrà bene la cerimonia di premiazione si terrà a dicembre nella sala del Consiglio regionale. L’annuncio è stato dato ieri dai vertci dell’Assostampa del Friuli Venezia Giulia che, in collaborazione con il Comune e il sostegno della Fondazione CRTrieste, tradizionalmente conferisce il riconoscimento. A chi? Di anno in anno vengono scelti triestini che si sono distinti per aver tenuto alto il nome della città agli occhi del resto d’Italia e del mondo.
I nomi abitualmente escono il giorno del patrono giuliano, San Giusto appunto. Ecco che l’edizione 2020 vede dunque premiato innanzitutto il professor Segrè: «Ha contribuito a fare di difesa dell’ambiente e lotta agli sprechi alimentari un tema di rilievo internazionale», motiva Carlo Muscatello, presidente dell’Assostampa regionale. «È partito da un dato: a fronte di oltre 800 milioni di persone che nel mondo soffrono la fame, quasi un terzo del cibo prodotto viene sprecato prima di arrivare in tavola, alimentando il surriscaldamento globale. L’intuizione di Segrè, figlia degli insegnamenti ricevuti in famiglia dalla nonna lussignana e in sintonia con il magistero di Papa Francesco, assume ulteriore valore durante la pandemia, che porta con sé un’emergenza anche economica e sociale».
Classe 1961, Segrè è professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata nell’ateneo bolognese e ha insegnato Economia circolare all’Università di Trento. È fondatore del progetto di ricerca Last Minute Market-impresa sociale, ideatore della campagna Spreco Zero e direttore scientifico dell’osservatorio Waste Watcher per l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile. Presiede la Fondazione F.I.CO (Fabbrica Italiana Contadina) per l’educazione alimentare e alla sostenibilità nonché il Centro agrolimentare di Bologna. Il 29 settembre, durante l’evento organizzato dalle Nazioni Unite e dalla Fao in occasione della prima Giornata internazionale di consapevolezza delle perdite e degli sprechi alimentari, è stato l’unico relatore italiano a intervenire: un riconoscimento globale per l’impegno profuso in tanti anni di ricerca e iniziative concrete.
«Con la targa speciale a Giovanna Botteri invece – prosegue Muscatello – premiamo il lavoro di una collega che, partendo da Trieste, è stata testimone dei grandi avvenimenti internazionali degli ultimi decenni. Giornalista dell’anno e volto tv popolare in questo drammatico 2020, ha sempre raccontato i fatti con sensibilità, senza protagonismi, ponendosi dalla prospettiva della gente comune. E con quel tocco di femminile triestinità di chi ha girato il mondo ma non ha dimenticato le proprie origini».
Laureata in Filosofia, come inviata ha seguito il crollo dell'Unione Sovietica, l'inizio della guerra nella ex Jugoslavia nel 1991, la Bosnia e l’assedio di Sarajevo dal 1992 al 1996, poi Algeria, Sudafrica, Iran, Albania, Kosovo. Nel 2001 è a Genova per il G8. Tra il 2001 e il 2005 segue i conflitti in Afghanistan e Iraq. Nel 2006 è in Libano, con il contingente di pace italiano, e in Siria, per l’inizio della rivolta contro Assad. Nel 2007 diventa corrispondente e poi capo dell’ufficio Rai dagli Stati Uniti. Dal 2019 è capo dell’ufficio di corrispondenza Rai per il Sudest asiatico, con base a Pechino. È uno dei rari corrispondenti occidentali testimoni dell’inizio della pandemia. —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








