Il “Santa Gorizia” spegne 90 candeline

È quando la messa finisce che, come da programma, i gruppi escono da Sant’Ignazio e raggiungono piazza Vittoria animandola di musica: canti e balli rigorosamente in costume per ricordarci le nostre tradizioni, la loro importanza, il loro senso.
In fondo, è la mission che il “Santa Gorizia” va portando avanti da novant’anni: da quando il mondo non era omogeneizzato, il folklore probabilmente aveva un significato differente rispetto ad oggi, e il termine mission (per fortuna) ancora non si usava. Ieri, del gruppo folkloristico si spegnevano appunto le numerose candeline e piazza Vittoria, oltre a quella del “Santa Gorizia”, ha ospitato le esibizioni di più sodalizi: i Danzerini di Lucinico, il gruppo Caprivese, i Balarins De Riviere (di Magnano in Riviera), il gruppo Stuledi (di Trieste), il gruppo Pasian di Prato, i danzerini udinesi di Blessano, il gruppo Stelutis di Udine e il gruppo Sot la Nape di Villa Santina. Per l’amministrazione comunale è intervenuta Serenella Ferrari, dando l’avvio alle esibizioni: «È una gioia per me essere qui. Ho fatto parte dei Danzerini di Lucinico e come un alpino resta un alpino a vita così un danzerino resta a vita un danzerino. Per me è stata un’esperienza che mi ha consentito di girare il mondo, di avvicinarmi a lingue e culture diverse, di vivere momenti splendidi», ha detto il consigliere con delega ai musei prima di porgere, senza trascurare gli altri sodalizi presenti, un augurio speciale al “Santa Gorizia”.
Per quest’ultimo è intervenuto il suo presidente Giampiero Crismani, ma hanno preso la parola pure Gianni Bressan, presidente dell’Ugf, l’Unione dei gruppi folkloristici del Friuli Venezia Giulia, e Fausto Di Benedetto, presidente dell’Agff, l’Associazione dei gruppi folkloristici della regione. In molti hanno assistitito allo spettacolo, per lo più sotto i tendoni dei bar della piazza, cercando quella frescura che, altrimenti, il solleone negava.
Ma l’occasione, per il “Santa Gorizia”, era anche quella di confrontarsi con gli altri sodalizi invitati, di incontrarsi per sviluppare assieme alcune tematiche riguardanti il mondo del folklore. «Abbiamo abbastanza seguito - dichiara ad esempio il presidente Crismani - ma soffriamo per la mancanza di giovani che vorremmo in numero maggiore per continuare a tramandare quelle che erano le tradizioni del territorio, arrivando magari a festeggiare il nostro centesimo compleanno».
Per il momento, si è a quota novanta. Ma già il “Santa Gorizia” pensa al futuro: ci sarà, a fine estate, il festival del folklore. Quindi, dopo Gusti di Frontiera, una mostra ricorderà la storia del gruppo ma i dettagli verranno resi noti in un secondo tempo. Quanto alla giornata di ieri, «è una manifestazione itinerante che ogni anno raggiunge località dove hanno sede i gruppi folkloristici dell’Agff - afferma Crismani -. A Gorizia, l’ultima volta di tale manifestazione è stata nel 2008, in Castello».
Il programma si basava su balli comunemente proposti nelle manifestazioni Agff a cui il “Santa Gorizia” viene ovviamente invitato. Ed è stato bello, suggestivo compiere un tuffo nel passato, ritrovare, rivivere certe atmosfere, certe tradizioni che, altrimenti, nemmeno si penserebbero più. Vale a dire che il Santa Gorizia ha pienamente centrato l’obiettivo che si era proposto. Un obiettivo, appunto, che da novant’anni va perseguendo e che intende continuare a perseguire.
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