Il sindacato dei medici: «Sul Pronto soccorso Cobello ci riceva subito»

“Guerra” del Pronto soccorso: dopo i medici, ora si muove il sindacato. L’obiettivo dichiarato resta sempre lui, il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Giampaolo Canciani per le «accuse...
Lasorte Trieste 17/10/12 - Ospedale di Cattinara
Lasorte Trieste 17/10/12 - Ospedale di Cattinara

“Guerra” del Pronto soccorso: dopo i medici, ora si muove il sindacato.

L’obiettivo dichiarato resta sempre lui, il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera Giampaolo Canciani per le «accuse ingiuste e immotivate» che gli stessi professionisti della Struttura complessa ritengono siano state mosse loro proprio da Canciani a proposito di quella che quest’ultimo ritiene essere un’«inappropriatezza dei ricoveri», legata appunto a un «inopportuno utilizzo di posti letto della Medicina d’urgenza».

Ebbene, dopo le repliche piccate messe per iscritto alcuni giorni fa «da tutti i medici del Pronto soccorso», ecco che adesso arriva l’eco, sempre via lettera, dell’Anaao - Assomed, l’Associazione medici dirigenti, a firma Elena Bernobich, la segretaria aziendale dell’Azienda ospedaliera triestina. Ed è una lettera che - oltre ad essere inviata per conoscenza anche all’Ordine dei medici «per le valutazioni di competenza... poiché dai fatti in oggetto sembrano emergere profili di rilievo deontologico» - viene indirizzata anzitutto al diretto generale della stessa Azienda ospedaliera, Francesco Cobello. Al quale l’Assomed - «facendo seguito» appunto «alla lettera sottoscritta da tutti i medici del Pronto soccorso» - chiede perentoria «l’apertura di un tavolo di confronto con la massima urgenza, in quanto la situazione denunciata dai medici è a grave rischio per la sicurezza dei malati e, di conseguenza, comporta anche grave esposizione di responsabilità per i sanitari, per non parlare della privacy e della dignità dei malati, ormai del tutto dimenticate».

«Ulteriore motivo di confronto in quanto argomento collegato - aggiunge la missiva della Bernobich - è l’attribuzione ai medici del Pronto soccorso di obiettivi di budget quali il fissare il numero massimo di ricoveri, la riduzione dei tempi di attesa in triage, eccetera, che si sanno a priori impossibili da raggiungere essendo indipendenti dall’attività dei medici, viste le condizioni di gravissima carenza di personale e spazi in cui sono costretti ad operare». «Alla denuncia di criticità intollerabili - chiude la lettera spedita dal sindacato a Cobello - l’amministrazione risponde con la minaccia di penalizzazione economica dei medici, e con loro degli infermieri. Infatti, essendo obiettivi palesemente impossibili da raggiungere in queste condizioni operative, non potranno essere mai raggiunti e di conseguenza non saranno pagati, in tutto o in parte, gli incentivi economici collegati agli obiettivi: al danno si aggiunge la beffa».

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