Il sindaco: sono pronto a chiuderla
«Situazione grave da anni, aspetterò solo qualche mese»
«L’azione inquinante è grave e inequivocabile. Ho ordinato alla Servola spa di attivarsi immediatamente per riportare i parametri entro i limiti di legge. Se non lo farà, a tutela della salute pubblica, emetterò l’ordinanza di chiusura dello stabilimento». Il sindaco Roberto Dipiazza ribadisce la sua posizione sulla Ferriera e dà anche alcuni tempi d’azione: «Anche se gli sforamenti che si sono già verificati nei primi quattro mesi andranno poi conteggiati nell’arco di tutto il 2007, vista la situazione già grave negli anni scorsi, se non vi sarà un immediato abbattimento delle immissioni non dovrò attendere dicembre per emettere l’ordinanza di chiusura, ma lo farò nel giro di qualche mese».
Il Comune sta agendo sulla base della relazione sull’inquinamento ambientale a Servola chiesta all’Azienda sanitaria. «E lo fa perché la Provincia si sta sottraendo ai propri obblighi di legge - sostiene l’assessore comunale all’Ambiente Maurizio Bucci - Spettava alla Provincia emettere perlomeno la diffida con contestuale sospensione dell’attività per un periodo determinato. Non lo ha fatto ed è dovuto scendere in campo il sindaco deputato a intervenire in situazioni quali epidemie e disastri ambientali. Ma c’è da prevedere che dovrà rifarlo tra qualche mese per l’ordinanza di chiusura e a quel punto la giunta provinciale sarà perseguibile per omissione di atti d’ufficio». «È ridicolo che l’assessore Barduzzi affermi che le emissioni diffuse di sostanze inquinanti in quell’area non possono essere attribuite con certezza alla Ferriera - commenta Dipiazza - sarebbe come dire che l’acqua non bagna». Nell’ordinanza del sindaco si riprendono alcuni alcuni passaggi della relazione dell’Azienda sanitaria, basata sui rilevamenti fatti dall’Arpa.
«Per quanto riguarda le Pm 10 - si legge - il valore limite relativo al superamento nelle 24 ore della concentrazione di 50 milligrammi per metrocubo per non più di 35 volte all’anno, è stato superato nel 2006 e tale tendenza sembra ripetersi nel 2007. Pertanto si ritiene che la componente delle Pm 10 attribuibile alla Lucchini rappresenti la principale fonte di inquinamento nella zona limitrofa allo stabilimento e che possa rappresentare rischi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso. Preoccupante appare anche l’inquinamento da benzene rilevato dalle centraline di via Pitacco e di via San Lorenzo in Selva». «Va doverosamente fatto rilevare - prosegue però l’Ass - che l’inquinamento da benzene può derivare anche da altre fonti quali il traffico veicolare». E infatti sull’argomento è in atto anche una sorta di guerra delle cifre. Secondo la relazione annuale effttuata dall’Arpa per il 2006, i valori ad esempio del biossido di azoto rilevano valore medi più bassi nelle vicinanze della Ferriera (38 microgrammi per metrocubo in via Pitacco e 32 in via Carpineto) che in piazza Libertà (83) e in piazza Vico (76).
L’Arpa segnala anche che «chi fuma venti sigarette inala una quantità di benzene pari a circa cinque volte quella assorbita con l’aria». Le considerazioni conclusive dell’Arpa per il 2006 evidenziano che «la componente traffico incide in maniera sicuramente non esclusiva ma decisamente significativa sulla matrice aria», e evidenzia anche «un generale peggioramento della qualità dell’aria urbana che emerge dalla valutazione comparativa con i dati acquisiti nel 2005». Sul tema Ferriera, infine, lunedì si terrà una manifestazione di protesta con un corteo da campo Marzio al Municipio promossa dal Circolo Miani, Servola respira e il Coordinamento dei comitati di quartiere.
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