Il sogno sulle punte di Giulia e Barbara da settembre all’Accademia della Scala

Le due tredicenni triestine, appassionate di danza fin da giovanissime, ammesse alla prestigiosa scuola di Milano 

le protagoniste



Il sogno ora cambia teatro, richiede altri impegni, nuovi colori, mire artistiche impensabili sino a qualche mese fa. Per Giulia Samec e Barbara Guglielmi non è una semplice avventura quella che partirà da settembre ma una possibile svolta nella vita, un passo verso quel mondo cullato a suon di movimenti sulle punte o esercizi respirati alla sbarra alla corte di Morena Barcone, l’insegnante di danza della scuola Step di Trieste.

Ad attenderle ora è l’Accademia della Scala di Milano, la scuola fondata ai primi dell’Ottocento e divenuta uno dei templi della formazione tersicorea, da cui sono usciti artisti come Carla Fracci, Liliana Cosi, Luciana Savignano, sino allo stesso Roberto Bolle. Un traguardo conquistato con la forza di muscoli e cuore, coniugando gli impegni scolastici con la preparazione agli esami di ammissione all’Accademia, due fronti entrambi superati a pieni voti e da cui ora (ri)partire. Sì, perché adesso le trame cambiano per le due neo allieve della Scala, reduci da vetrine locali vissute sui palchi del Teatro “Bobbio” e del “Verdi” di Muggia ma soprattutto sulla ribalta del Teatro Lirico “Verdi” di Trieste, dove sono riuscite a mettersi in mostra nell’opera “Il Castello Incantato”, lavorando a fianco del tenore Andrea Binetti.

A Milano lavoreranno ogni giorno, alternando la scuola del mattino alla pratica artistica nel pomeriggio. Iter spartano, intenso come solo la danza classica può essere, percorso che qui richiede ben otto anni per il diploma e con esame alla fine di ogni sessione: chi non lo supera è fuori. Giulia Samec ha compiuto da poco 13 anni, vive la danza da quando ne aveva 5 e ne resta contagiata sin dai primi approcci, dettati all’epoca già da spiccioli di ambizione: «Mi sto rendendo conto che dovrò lasciare la mia famiglia e il mio cane, ma sognavo di fare la ballerina, questo sì – afferma Giulia – e gradualmente ho avuto la consapevolezza che lavorando duro avrei potuto anche farcela. Non ho mai avuto dubbi o crisi in questo – aggiunge – ma non speravo in un traguardo simile. Merito anche dei miei genitori, mi hanno sempre sostenuto in ogni forma e momento, anche con la semplicità nel farmi lo zaino ogni giorno...».

Barbara è invece nativa di Napoli, anche lei 13 anni e a Trieste da quando ne aveva 5, a 6 inizia la danza classica alla Sgt sotto la guida di Morena Barcone e poi segue il suo mentore sotto l’egida della Step. A Milano soffrirà probabilmente della mancanza del mare, oltre naturalmente dei suoi primi sostenitori, quelli della famiglia: «Sono arrivata qui grazie a loro – attesta convinta Barbara Guglielmi – senza dimenticare gli sforzi della maestra Morena, anche lei felicissima per quanto sta avvenendo a due sue allieve. All’esame di ammissione è stata fondamentale la pulizia del movimento, ero pronta e carica, l’ansia non mi ha frenato». Il viaggio ora continua, anzi, forse inizia adesso, da quelle sale che videro studiare Fracci e Bolle. —



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