Il soldato Leo e la rifugiata Elis sposi in Castello dopo la guerra

Il direttore della banda militare dei Blue Devils americani si innamorò della giovane austriaca internata nel campo di prigionia di Gorizia 

Punti di vista



Dopo i cosiddetti Quaranta giorni di Tito, si installa a Gorizia l’Amministrazione Militare Alleata, con gli americani che controllavano la penisola e gran parte dell’Oltralpe. Diversamente dal resto del Paese, restituito alla sovranità italiana alla fine del 1945, gli americani rimasero da noi fino al settembre 1947 e a Trieste Territorio Libero ancora di più, fino all’ottobre del 1954.

C’erano ormai già i due blocchi che a breve sarebbero sfociati nella Cortina di Ferro e il porto di Trieste assieme alla ferrovia Transalpina era essenziale per l’approvvigionamento dell’esercito americano che occupava l’Austria e la Germania dopo la sconfitta dell’esercito nazista. Assieme agli anglo americani arrivano anche i Blue devils e con loro Leo Bradford Leonard (1905-1975), capo della Banda dell’88a Divisione di fanteria ma anche Provost Marshal della Polizia militare.

Originario di Price, Utah, primo di 9 bambini aveva iniziato la lunga carriera musicale suonando la tromba nella Night Hawk Orchestra del padre, per poi dopo la laurea interpretare alcuni film spesso nel ruolo dell’indiano, ma specialmente suonando nelle grandi orchestre che musicavano le pellicole. Nel 1927 si arruola nell’esercito americano, dando inizio a una carriera musicale che lo vedrà a capo delle maggiori bande militari americane e lunghe tournee, incontrando Florence Robbins confluita come cantante nella band, la prima moglie sposata nel 1936 dalla quale ebbe due figli.

Nel 1945 incontra Elisabeth (Elis) Josefine Gangl (1923– –-), giovane rifugiata austriaca internata nel campo dei prigionieri di guerra (pow) di Gorizia gestito proprio dal capitano Leonard.

Si piacciono, si sposano al Castello di Gorizia il 17 dicembre del 1946, lei in abito bianco e fiori d’arancio, lui attempato in divisa, con testimoni due colleghi e officiante un alto ufficiale, con una sobria cerimonia nella Sala degli Stati Provinciali, con contorno dei due antichi armigeri di legno, lancia e corazza, ancora oggi vigilanti… –





Riproduzione riservata © Il Piccolo