Il “Thalia”, capostipite delle navi bianche

Nel 1907 il Lloyd Austriaco avviò l’attività crocieristica trasformando un piroscafo da carico

Tutto è iniziato nel 1907 quando il Lloyd Austriaco, non ancora triestino, dipinse curiosamente di bianco lo scafo del “Thalia”, rompendo la tradizione che voleva neri tutti i piroscafi.

Il Thalia, settemila tonnellate di stazza, cento metri di lunghezza, macchine a triplice espansione, fumaiolo dipinto di giallo come oggi quelli della Costa Crociere, fu il capostipite di una generazione di navi bianche, non più destinate a trasportare emigranti o indaffarati uomini di affari, bensì uomini e donne che volevano navigare per puro piacere e per svago.

Con il “Thalia”, un secolo fa, è nata a Trieste la moderna attività crocieristica, un fenomeno oggi di massa e in continua crescita, di cui non sono ancora pienamente verificate le complessive potenzialità economiche. I dirigenti del Lloyd lo avevano intuito con grande anticipo; nel maggio del 1910 il Thalia ospitò il quattordicesimo Congresso della stampa mentre navigava lungo la costa dalmata. Fu una mossa azzeccata, perché della nave bianca e delle comodità dei suoi saloni si parlò a lungo sui giornali di molti Paesi. Fu un successo internazionale, tant’è che nel 1910 furono organizzate 52 altre crociere. In Mediterraneo, lungo la costa atlantica europea, nel Mare del Nord e nei fiordi delle isole Spitzbergen.

Nel 1912 il Lloyd stampò un’elegante brochure per pubblicizzare l’attività della sua “nave bianca”. Crociere per pochi, 163 persone, non una di più. «Ha l’aspetto accattivante di un bello yacht di lusso; eppure ha dato prova di ottime qualità nautiche in lunghi viaggi, resistendo a formidabili tempeste. L’allestimento a bordo è dei più moderni ed offre ai passeggeri tutte le comodità di un grand hotel di lusso. Ha ambienti ampi e spaziosi, illuminati da luce elettrica e riscaldati. Le cabine si dividono in appartamenti di lusso, dotati di salotto, camera da letto e bagno; cabine singole e cabine doppie, tutte dotate di letti bassi e mai a castello». I prezzi delle diverse sistemazioni variavano da un minimo di 760 corone a un massimo di 3.800.

Per chi ama i dati storici, va aggiunto che il Thalia era nato come piroscafo da carico, rigorosamente nero nello scafo. Poi, come un cigno, divenne bianco all’Arsenale di Trieste, avviando la moderna attività da crociera. c.e.

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