Il Vate ancora a caccia della panchina “giusta” in piazza della Borsa

Le attuali sono senza schienale e vicine allo scolo d’acqua Rossi non si arrende: «Speriamo d’inaugurarla venerdì 12»



Il “solitario studioso” non ha ancora trovato posto su una panchina spartana di piazza della Borsa. La terza copia della statua seduta di Gabriele D’Annunzio, in versione letteraria, attende ancora di sapere quando e dove poggerà le sue terga di bronzo con la pila di libri da leggere. «Speriamo di farlo in contemporanea all’inaugurazione della mostra “Disobbedisco” prevista per venerdì prossimo alle 11.30 al Salone degli incanti. Ma è ancora tutto da definire», assicura l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi.

«Stiamo trattando con l’artista che l’ha costruita, il maestro Riva, come Riva del Garda. Dobbiamo vedere quando arriva. Ci sono un paio di questioni da definire», aggiunge l’assessore “tuttofare”. In realtà l’autore della scultura è Alessandro Verdi, mentre Ugo Riva è lo scultore chiamato da Giordano Bruno Guerri nel comitato scientifico che valuta le donazioni del Vittoriale.

La vera questione è logistica ed ergonomica. «Dobbiamo spostare una panchina... Le attuali panchine sono poste a filo della canaletta di scolo dell’acqua e non vanno bene per metterci una statua. Inoltre le nostre panchine sono prive di poggiaschiena» spiega Rossi. A differenza di quella in riva al lago di Gardone Riviera e del Vittoriale, che è addirittura appoggiata al muro della biblioteca. Le panchine di piazza della Borsa, come quasi tutte quelle del centro cittadino (adottate in epoca Cosolini), sono dei sarcofaghi di pietra prive di schienale, collocate in fila sotto i lampioni in prossimità della canaletta di scolo della piazza, una davanti l’ingresso della galleria Tergesteo e un’altra a lato dei cestini portarifiuti e una terza attaccata al nuovissimo compattatore di rifiuti di AcegasApsAmga.

Non proprio delle “sedute” ideali per un Vate. Che fare allora? «Stiamo pensando di spostare una panchina di 50 centimetri per allontanarla dalla canaletta. Mentre quelle sono poggiate sulla schiena la nostra sarà fissata di piatto», illustra Rossi. Resta la poco “appropriata” cornice di piazza Borsa. Come ha scritto Adriano Sofri sul “Foglio” avremo un D’Annunzio immerso nei libri sotto la scritta della Casa Bartoli di Max Fabiani “Welcome to the Free Territory of Trieste”con l’invito surreale a Usa e Regno Unito a tornare qui. Il solitario studioso del Tlt.—



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