In arrivo 800 mila euro per restaurare 12 chiese

Il “mix” di fondi regionali e comunali serve solo a intervenire sulle principali criticità Manca ad esempio ancora un milione e mezzo per il pieno “recupero” di monte Grisa
Silvano Trieste 27/08/2013 Rione San Luigi
Silvano Trieste 27/08/2013 Rione San Luigi

La Regione ci mette 500 mila euro, il 13% di quanto stanziato sull’intero territorio giulio-friulano. Il Comune, per i ventuno edifici di sua specifica competenza, impegna 300 mila euro. Sommando le pubbliche provvidenze, le quasi cento chiese, che concorrono a comporre il vasto patrimonio diocesano, possono disporre di 800 mila euro.

Poi ci sono interventi straordinari, come quello che riguarda Sant’Antonio “nuovo”. E le situazioni di più accentuata emergenza, come quella che tocca il santuario mariano di Monte Grisa, ancora bisognoso di un ulteriore forte intervento stimato nell’ordine di un milione e mezzo di euro. Gli uffici della Curia non entrano - ovviamente - nel merito delle decisioni finanziarie delle maggiori istituzioni “sponsor”, ma rilevano che le esigenze sono molte e che 800 mila euro servono sì e no a tamponare le criticità macroscopiche mediante opere manutentive straordinarie.

Attenzione, inoltre, alla meccanica gestionale, perchè i 500 mila euro regionali vengono utilizzati dalla Curia, mentre i 300 mila euro comunali - dedicati a edifici di culto di proprietà municipale, un lascito di epoca asburgica - vengono ripartiti in base a un diretto confronto tra i parroci interessati e l’amministrazione. Un altro chiarimento: su quasi cento chiese afferenti alla Diocesi, le parrocchie sono sessanta.

Gli uffici curiali rilevano che dalla primavera 1976, ovvero dall’anno del terremoto che squassò il Friuli, la gran parte della risorsa regionale è stata destinata ai luoghi più colpiti dal sisma, per cui Trieste, nonostante il ragguardevole patrimonio artistico-architettonico, è rimasta attardata nell’espletamento di molto lavoro riqualificativo. Ripristino di murature, solai, coperture, intonaci, recinzioni, pitturazioni, serramenti, rivestimenti, pavimentazioni, lavori da fabbro e da bandaio, tubazioni, impiantistica, pavimentazioni: l’elenco, che venne stilato lo scorso anno dai Lavori pubblici comunali, era impressionante per la vastità e l’elementarietà delle opere richieste, come se da decenni gli arnesi artigianali si fossero tenuti ben distanti dai luoghi di culto.

Comunque, qualcosa si riesce a fare. Se continuiamo a sommare - per comodità espositiva - quattrini regionali e comunali, nel 2018 verranno cantierati una dozzina di interventi. Quelli decisi dalla Curia riguardano le realtà di San Luigi, San Vincenzo, San Lorenzo a Servola, Sant’Agostino a Sottolongera, Madonna di Lourdes ad Altura, San Matteo a Muggia. Quello più significativo riguarda San Luigi, dove manca l’abitazione del parroco: saranno impiegati 180 mila euro. Paradossalmente sono le chiese meno attempate a soffrire di più, soprattutto per la scarsa qualità dei materiali utilizzati nella produzione - per esempio - dei cementi armati.

Le stesse fonti curiali informano che durante il 2017 un bando della Regione Fvg ha consentito di finanziare cinque opere in altrettante aggregazioni giovanili (vedi oratori e affini).

E’ lo stesso assessore ai Lavori Pubblici, Elisa Lodi, a elencare le maggiori urgenze nell’agenda comunale, che saranno affrontate nell’ambito di un accordo-quadro. Se ne occuperà un’azienda friulana, la Aprile Alessandro srl di Sevegliano. La Beata Vergine del Rosario, San Pasquale Baylon a villa Revoltella, San Martino a Prosecco, il Buon Pastore all’interno dell’ex Opp, San Bartolomeo a Opicina, San Giacomo: ecco gli obiettivi prioritari comunali in tema di edifici sacri. Discorso a parte per Sant’Antonio “nuovo”. Il secondo lotto del lavoro di recupero dedicato all’imponente chiesa neoclassica, la più grande di Trieste con la facciata progettata da Pietro Nobile, è stato varato sulla base di circa 900 mila euro: 500 mila finanziati da un contributo straordinario della Regione, la parte restante assicurata dalle casse comunali. Il restauro era partito nel 2009 con un primo lotto supportato da 1,3 milioni di euro.

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