In Croazia è record di contagiati: in 24 ore sono 369 i nuovi casi, i morti salgono a 194

ZAGABRIA Triste primato quello fatto segnare ieri, giovedì 3 settembre, dalla Croazia che con 369 nuovi contagi nelle ultime 24 ore batte il record delle infezioni giornaliere a partire dal 25 febbraio scorso quando nel Paese fu registrato il primo caso di Covid-19. Tre sono i morti che porta così il numero delle vittime complessivamente a 194. «Il virus è pericoloso, ma con le giuste cure possiamo prevenirne la diffusione», ha detto lo scienziato croato Ivan Đikić, direttore dell'Istituto di biochimica di Francoforte (Ibc2), ospite della Televisione di Stato, Hrt. Egli ha precisato che il virus non è cambiato, poiché tutte le mutazioni sono, da un punto di vista funzionale, neutre e non «migliorano o peggiorano» il virus. «La sua diffusione - ha aggiunto - può essere fermata solo seguendo misure restrittive».
In Croazia, negli ultimi sei mesi sono stati spesi poco meno di 260 milioni di kune (35 milioni di euro) per la lotta contro il Covid-19 , il che rappresenta costi aggiuntivi per il sistema sanitario croato già finanziariamente molto gravato, ha riportato ieri il quotidiano di Zagabria Jutarnji list. Secondo l'Istituto croato di sanità pubblica (Hzjz), la maggior parte dei soldi è stata spesa per i test, più di 200 milioni di kune (26,7 milioni di euro) per circa 175.000 test e poco più di 33,6 kune (4,5 milioni di euro) per il trattamento di pazienti affetti da coronavirus. Per l’isolamento, invece, la spesa complessiva a oggi ammonta a quasi 24,5 milioni di kune (3,2 milioni di euro).
Ma nonostante le notizie e i numeri sul Covid che non inducono all’ottimismo in questi giorni ci sono ancora 290 mila turisti stranieri sulla costa adriatica croata che, dopo un inaspettato buon inizio dell'alta stagione a luglio e nella prima metà di agosto, si sta comunque svuotando dopo una serie di misure restrittive introdotte dai Paesi limitrofi, inclusa l'Italia, per i rientri dalle vacanze dalla Croazia. Gli operatori turistici, come scrive il quotidiano Večernji list, si dicono comunque relativamente soddisfatti avendo avuto introiti molto al di sopra di quelli che prevedevano durante il lockdown, anche se minori di quelli che avrebbero potuto realizzare prima dell'impennata dei contagi, iniziata a inizio agosto. In quel periodo infatti, con la decisione del governo di Zagabria di tenere il Paese quasi completamente aperto, con misure limitate alle mascherine al chiuso, la maggior parte dei nuovi casi ha interessato giovani in locali notturni e bar sulla costa. Solo intorno a Ferragosto si è deciso di limitare l'orario di lavoro di questi esercizi fino alla mezzanotte.
Nella limitrofa Slovenia i nuovi contagiati nelle ultime 24 ore sono stati 53. Il numero totale di infezioni confermate ha superato quota 3000 salendo a 3032. «I numeri sono paragonabili ai peggiori numeri nei mesi primaverili e il trend è molto sfavorevole», ha dichiarato l’infettivologa Mateja Logar. «Se prima c'erano tra il 2 e il 3 per cento dei campioni positivi, ora ce ne sono più del 3 per cento. Il virus è decisamente più presente nella popolazione - ha precisato Logar - il che si riflette anche nel numero dei ricoverati. Le capacità dei centri clinici di Lubiana e Maribor sono occupate per circa il 70 per cento da pazienti con il Covid -19». —
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