In Fvg i nuovi contagi superano ancora quota 800: quasi quattro i positivi ogni dieci testati

TRIESTE Una seconda volta sopra gli 800 contagi e ancora tanti morti, nove (due a Trieste), in un autunno che continua a essere segnato dalla pandemia anche in Friuli Venezia Giulia.
Dopo gli 872 casi del 7 novembre, il +838 di ieri è l’incremento più alto dall’inizio dell’emergenza. Il totale è ora di 16.940, di cui 6.730 in provincia di Udine (+316), 4.882 a Trieste (+104), 3.233 a Pordenone (+256), 1.885 a Gorizia (+153) e 210 di residenti fuori regione (+9). Il virus corre ancora. Non come a inizio novembre quando i casi raddoppiavano sui sette giorni, ma non ci sono segnali di svolta: l’incremento settimanale è del 29%, mercoledì era del 23%. Non sorprende dunque che si alzi anche l’incidenza dei casi sulle 24 ore rispetto ai tamponi. A fronte di 2.141 persone testate, siamo al 39,14%, il valore più alto della seconda ondata, mentre sul totale dei controlli (compresi quelli di verifica sui già contagiati) l’11,13% è percentuale di quasi due punti superiore al 9,27% dell’altro ieri.
I nove decessi portano la colonna più amara a 498, di cui 241 a Trieste, 131 a Udine, 113 a Pordenone e 13 a Gorizia. In ospedale nel capoluogo Fvg sono morte due donne di 82 e 81 anni. Le altre vittime in Friuli: una novantaduenne di Sacile, un ottantanovenne di Paularo, un ottantacinquenne di Codroipo, una settantanovenne di Tolmezzo, una settantaquattrenne di Codroipo, un sessantaquattrenne di Tarvisio e un uomo di 62 anni di Roma deceduto all’ospedale di Pordenone. In ventisei giorni, tutti con almeno un decesso, si contano in regione 139 morti con diagnosi Covid. In un quadro sconfortante quanto a contagiosità del virus e effetti sulle persone fragili, la buona notizia è che il carico sul sistema sanitario regionale non è peggiorato ulteriormente. I pazienti in terapia intensiva sono uno in più (da 46 a 47), ma restano fermi a 346 i ricoveri negli altri reparti (peraltro raddoppiati in una decina di giorni). I 393 ospedalizzati sono il 32,3% in più dei 297 del 29 marzo, il picco della prima ondata.
Nel bollettino del vicepresidente della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi trova poi conferma la diffusione del virus nelle residenze per anziani, un fenomeno evidentemente preoccupante vista la fascia di popolazione interessata. Dopo i 79 casi di mercoledì, ieri ne sono stati registrati altri 80: 52 tra gli ospiti e 28 tra gli operatori. Dall’Itis si fa sapere però della negatività di tutti i tamponi cui sono stati sottoposti gli anziani della residenza Tulipano (ieri altri 44 tamponi eseguiti nella Quercia, cinque nella Palma e tre nella Stella Alpina). Anche nelle corsie degli ospedali il coronavirus è entrato come sempre a partire dalla terza decade di ottobre in tutte le Aziende del Fvg. In Asugi risultano contagiati quattro infermieri, due operatori sociosanitari, due amministrativi, due medici e un tecnico, nella Friuli Centrale sette infermieri, sette Oss, due ostetriche, un amministrativo e due medici, nella Friuli Occidentale tre infermieri, un tecnico di radiologia, due amministrativi, 4 Oss, un biologo e due medici. Infezioni pure al Burlo per un Oss e un amministrativo.
Nel report, inoltre, le positività di uno studente del liceo Petrarca e di uno dello Slomsek di Trieste. E ancora nella materna Favetti di Castions, nelle medie di Porcia e di Montereale Valcellina, nelle primarie Maniagolibero e Giuseppe Mazzini di Brugnera, istituti che continuano con le lezioni in presenza, archiviate per il momento solo alle superiori. Non mancano sei tamponi positivi di persone rientrate dall’estero: da Romania, Bosnia, Norvegia, Kosovo e due dal Marocco. Tornando ai numeri, gli attualmente positivi sono 8.772 (+487), i totalmente guariti 7.670 (+344), i clinicamente guariti 125 (+5) e gli isolamenti 8.254 (+481). —
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