In mano al ministro un mini dossier sui centri gradiscani

/ Gradisca

Un mini-dossier di sei pagine, nelle quali ha concentrato 15 anni di criticità e di convivenza di Gradisca con le strutture governative per immigrati. E nelle quali ha ribadito la posizione dell’amministrazione comunale e della città: quel “superamento” – alias chiusura di Cpr e Cara – che probabilmente rimane un obbiettivo lontanissimo. Ma il documento che il sindaco Linda Tomasinsig ha consegnato martedì al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a margine dell’incontro fra la titolare del Viminale e gli amministratori del Fvg maggiormente interessati dal fenomeno-immigrazione, segna comunque «l’apertura di un canale comunicativo» con Roma. Ad affermarlo è la stessa prima cittadina, che rivela anche di essere riuscita a confrontarsi per qualche minuto con Lamorgese. «Ho incontrato la disponibilità del ministro e dei suoi funzionari a ragionare sul caso di Gradisca – riassume Tomasinsig –. Tant’è vero che ci siamo lasciati con la promessa di una possibile visita a Roma per approfondire il tema. Al ministro ho spiegato che nella nostra cittadina convivono tre diverse tipologie di struttura per migranti, dalla reclusione del Cpr, al Cara per richiedenti asilo, sino al recente villaggio per le quarantene».

Lamorgese ha riconosciuto, secondo Tomasinsig, che quest’ultimo insediamento «non è propriamente ideale» e più in generale si è informata sulle presenze e le criticità croniche dell’ex caserma Polonio. «La posizione del Comune rimane quella della chiusura e del superamento dei due centri – ribadisce Tomasinsig – ma se questo non sarà possibile a breve termine, è assolutamente necessario si possa ragionare su un alleggerimento dei numeri e del conseguente impatto sulla città e su chi in quei centri è ospitato e lavora. Le grandi concentrazioni di migranti non funzionano, serve un’accoglienza più sostenibile e diffusa. Forse altri casi in regione fanno più notizia mentre quando si parla del Cpr/Cara di Gradisca va tutto bene, ma non possiamo essere sempre la soluzione a tutte le emergenze. Peccato soltanto che il governatore Fedriga si sia espresso palesemente contro l’accoglienza diffusa e dunque per la concentrazione dei migranti in grandi strutture e con grandi numeri. Non è con questo approccio che si risolveranno i problemi e forse anche il suo elettorato gliene chiederà conto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo