In pagaia lungo la Litoranea veneta La 18 ore di Crivellari a Marina Julia

La traversata in mezzo ai canali partita da Jesolo: 113,7 chilometri con sei pit stop per l’acqua 

L’impresa



Non era nuovo a imprese sportive importanti, ma il monfalconese Flavio Crivellari si è superato coprendo quasi 120 chilometri in una sola giornata su uno Stand up paddle lungo i canali della Litoranea veneta. L’obiettivo di Flavio Crivellari, 62 anni, partito alle 4.30 da Conca di Cavallino, a Jesolo, e approdato a Marina Julia alle 22.01 del 25 giugno, dopo 113,7 chilometri coperti, non era però quello di dimostrare le proprie capacità sportive. «Con l’iniziativa, condivisa da tante persone, a iniziare da Paolo Tedeschi, che ha pensato il progetto e curato la preparazione atletica nel corso di un anno, volevo e voglio far capire la bellezza e l’importanza di una parte del nostro territorio – spiega Crivellari, che si è appoggiato per l’impresa all’associazione Kite life di Grado –, dimostrando allo stesso tempo che può essere fruito in modo del tutto sostenibile». Con un Sup o un kayak.

Nel corso delle quasi 17 ore a bordo della sua “tavola”, trascorse pagaiando nei canali della Litoranea veneta, Crivellari ha però incontrato soprattutto imbarcazioni a motore, oltre che diverse famiglie di cigni. «Spesso si superano i limiti di velocità, che pure esistono – racconta –, senza prestare attenzione ai mezzi leggeri a remo, come sono i Sup o i kayak. Tant’è che sono finito in acqua una volta a causa delle onde sollevate da un’imbarcazione». Della traversata, lungo quella che Crivellari ha voluto ribattezzare Litoranea veneta giuliana, emergono però anche, nitide, le immagini di una natura pressoché incontaminata e la memoria del silenzio, intatto, salvo che per il richiamo degli uccelli. «A guardare meglio, comunque, si scopre una buona quantità di plastica anche nelle acque interne», prosegue Crivellari, la cui pagaia era stata dotata di un gancetto che gli ha consentito di raccogliere almeno una parte dei sacchetti di plastica incontrati lungo la via.

Per orientarsi, soprattutto in Veneto, dove la segnaletica pare meno frequente rispetto al tratto friulano e isontino della Litoranea, il monfalconese ha dovuto utilizzare il gps, di cui era dotato. Assieme a uno zaino idrico da 2,5 litri di capacità e a una fascia in grado di contenere altri 2 litri d’acqua. Una scorta che Crivellari ha dovuto in ogni caso ripristinare nel corso di 6 pit stop programmati prima della partenza assieme al suo team.

In tutto di litri d’acqua ne sono stati consumati 18 da Jesolo fino a Marina Julia, dove, dopo aver attraversato 27 canali, 5 fiumi e 3 lagune, ad accogliere Crivellari c’era anche il vicesindaco Paolo Venni che a nome dell’amministrazione gli ha consegnato un attestato per meriti sportivi. «Vorrei che di questa iniziativa però si parlasse per arrivare a una valorizzazione del nostro territorio, prendendo magari esempio da Veneto, dove la navigazione nelle acque interne è collegata alle ciclabili», spiega Crivellari, che con il suo team sta già pensando a un nuovo progetto simile. —



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