In piazza San Rocco incisi i nomi storici

Un sondaggio promosso dal Comune fra residenti e fedeli per scegliere le figure chiave da ricordare sulle nuove pietre
Bumbaca Gorizia 08.07.2019 Piazza San Rocco © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 08.07.2019 Piazza San Rocco © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Borgo San Rocco avrà la sua “walk of fame”, una sorta di “passeggiata delle celebrità” di hollywoodiana memoria declinata però in versione locale e fortemente improntata a storia e tradizioni. E la avrà, non poteva essere altrimenti, nel suo luogo simbolo, quella piazza San Rocco che presto sarà completamente rinnovata attorno allo storico obelisco di Lasciac.

È un’iniziativa affascinante quella lanciata dal Comune e prontamente sposata con entusiasmo dalla comunità sanroccara: nel fondo in pietra della nuova piazza saranno inserite una serie di mattonelle che riporteranno i nomi di alcune delle figure che hanno segnato la storia del borgo, per un omaggio speciale che è destinato a restare nei decenni (e chissà, nei secoli? ) futuri. «Abbiamo ricevuto una lettera dal Comune, che ci descriveva la sua idea e ci proponeva di pensare a una lista di nomi autorevoli e degni di essere ricordati nella piazza – spiega Laura Madriz Macuzzi, presidente del Centro tradizioni di Borgo San Rocco –. Trovo sia una cosa molto bella poter ricordare persone che si sono distinte spendendosi in campi e settori diversi per il borgo e la sua comunità. Magari anche le nuove generazioni di oggi e di domani, scorgendo questi nomi incisi nella pietra, saranno curiosi di saperne di più, si informeranno e contribuiranno poi a portare avanti la storia e le tradizioni di San Rocco».

Al momento non è ancora stato definito il numero di mattonelle che saranno inserite nella parte pedonale della nuova piazza San Rocco. Né sono stati definiti in dettaglio le caratteristiche delle pietre, o se queste potranno riportare anche più di un nome. Intanto però la comunità di San Rocco si è portata avanti, e – con il contributo dello storico e archivista Vanni Feresin –, parrocchia e Centro Tradizioni hanno individuato una “rosa” di nomi sottoposta poi al giudizio della comunità, attraverso un sondaggio. Come accade anche per la toponomastica, le figure da ricordare devono essere scomparse da almeno una decina d’anni, e dunque San Rocco ha guardato ad un passato più o meno lontano, per le sue candidature. C’è don Carlo de Baubela, il sacerdote simbolo degli anni della Grande Guerra, protagonista della ricostruzione della chiesa di San Rocco dopo le devastazioni del conflitto. E c’è anche un altro parroco importante, quel don Francesco Marega che fu punto di riferimento per i fedeli durante la Seconda guerra mondiale.

Ancora, il primo vero educatore, catechista ed animatore del borgo, Antonio Zakraišcek, il maestro Emil Komel, che diresse il coro del borgo per quasi cinquanta anni tra la fine dell’Ottocento e gli anni’40 del Novecento, e Bruno Cumar, che invece fu direttore della corale per quarant’anni, fino al 1992. Organista amatissima, invece, fu Nevina Bisiach mentre il contadino e musicista Giovanni Culot ebbe tra i suoi meriti quello di ricopiare a mano centinaia e centinaia di spartiti del coro. Una candidatura forte è senz’altro quella dell’intera famiglia Lasciac (il capostipite Pietro, scalpellino che realizzò una parte della facciata della chiesa di San Rocco, l’architetto Antonio, i musicisti Francesco Saverio e Pierina), così come significative sono quelle del “Capo borgo” Giovanni Verbi, dei fondatori del Centro Tradizioni (nel 1973) Evaristo Lutman e Luigi Nardin, e dell’ex presidente del Centro stesso (ed eroe della Seconda guerra mondiale) Federico Lebani. Nomi già incisi nei cuori e nei ricordi dei borghigiani, ma, presto, forse anche nella pavimentazione della nuova piazza. —



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