Inaugurato a Trieste il salone Olio Capitale, il sottosegretario La Pietra: «Un settore sano e in crescita»

Al via la 16° edizione con 220 espositori nei magazzini 27 e 28 di Porto vecchio 

L'inagurazione e, all'interno del pezzo, alcuni stand. Fotoservizio Lasorte
L'inagurazione e, all'interno del pezzo, alcuni stand. Fotoservizio Lasorte

«Il nostro prodotto 100% italiano ha aumentato le vendite. Nel 2023, rispetto al sistema nazionale, è aumentato intorno al 3-4%. È un settore sano e su cui ci sono potenzialità per crescere». 

Lo ha detto il sottosegretario all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Giacomo La Pietra, all'inaugurazione, oggi, venerdì 8 marzo, a Trieste, di Olio Capitale, il salone dedicato all'eccellenza dell'olio extravergine di oliva di qualità aperto fino a domenica 10. 

Olio Capitale si prende l’intero centro congressi

«In questo momento - ha precisato - c'è un calo della produzione a livello internazionale, ad esempio in Spagna, Grecia, nei Paesi del Nord Africa. Noi abbiamo aumentato invece la produzione, siamo sempre sotto ai valori di 4-5 anni fa, ma abbiamo una buona produzione a livello di quantità e ottima a livello di qualità. Questo contesto sta portando ad avere un aumento dei costi del prodotto: credo che non sia una criticità ma un'opportunità da sfruttare. Fino a oggi questo prodotto d'eccellenza non ha avuto il giusto valore economico che gli doveva essere riconosciuto, dobbiamo sfruttare questo momento per far capire anche ai consumatori che il valore giusto di una bottiglia d'olio è di 10, 11, 12 euro, perché rappresenta alimento di qualità che fa bene alla salute».

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Antonio Paoletti alla presentazione di Olio Capitale (Bruni)

 L'Italia, ha aggiunto, è il maggior consumatore di olio d'oliva al mondo pro capite: «Siamo i maggiori importatori e i secondi esportatori a livello mondiale», quindi «abbiamo bisogno di più olio. Dobbiamo cambiare un pò paradigma: dobbiamo creare un piano nazionale olivicolo che ci possa permettere di far crescere la produzione», fino ad aumentare potenzialmente «di 5-6 milioni le piante di olivo in Italia».

E si può fare, secondo La Pietra, «in maniera intelligente senza pregiudizi, puntando anche sulle coltivazioni intensive» purché venga garantita qualità e professionalità.

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