Inaugurato il municipio bis la “Casa Comune” dei cittadini

Ci sono voluti 11 anni, dall’approvazione del progetto preliminare, per vederlo completato, ma ora San Pier d’Isonzo ha a disposizione un “municipio bis” che oltre ad accogliere, già lunedì, le sedute del Consiglio comunale, sarà uno spazio per incontri, conferenze, mostre. A conferma di come il piccolo centro della Bisiacaria voglia essere e sia comunità, grazie, ai suoi cittadini, alle associazioni, a una realtà come la scuola comunale di ceramica. Lo ha sottolineato il sindaco Riccardo Zandomeni aprendo l’inaugurazione di un’opera attesa e sudata per un ente dalle limitate risorse, che per portarla a compimento ha potuto contare sul sostegno della Regione. Presente in forze, mercoledì sera, con l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, in rappresentanza del presidente Massimiliano Fedriga, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, i consiglieri Nicoli, Calligaris, Moretti. Massiccia la partecipazione di cittadini e amministratori degli altri Comuni del Basso Isontino.
Destinato ad accogliere l’assise cittadina ed eventi culturali e di approfondimento, l’edificio, nato dalla ristrutturazione di una costruzione di inizio ’900, sarà la “Casa Comune” per i cittadini di San Pier, «un luogo di confronto e accoglienza», ha detto il sindaco, ricordando come l’opera abbia radici lontane. «È il frutto della lungimiranza di chi mi ha e ci ha preceduto – ha detto Zandomeni –, le giunte che si sono succedute dal 2006 al 2016, guidate dal sindaco Claudio Bignolin». All’ex primo cittadino, presente all’inaugurazione, Zandomeni ha rivolto il suo ringraziamento, uno dei tanti espressi mercoledì sera.
Il sindaco ha voluto sottolineare il lavoro svolto dall’assessore ai Lavori pubblici, Lorenza Martellos, e dall’Ufficio tecnico per arrivare al completamento dell’edificio, dove 3 anni fa andavano ancora realizzati impianti e allestimenti interni. Uno spazio quello che l’amministrazione ha dedicato all’indimenticato sindaco Adriano Cragnolin in cui il legno è protagonista e che alla sala a piano terra, dove trova posto il grande banco destinato ad accogliere i consiglieri comunali, affianca un ampio soppalco. I locali al primo piano saranno utilizzabili per il pubblico, ma anche per esposizioni, come già avveniva nel municipio. La collezione di opere d’arte in possesso dell’ente locale s’è inoltre arricchita mercoledì sera con il dono di un quadro di Oreste Grandesso che la figlia Marisa ha voluto effettuare. «Abito qui dal 1977 e mio padre, scomparso nel 2011 a 99 anni, ha trascorso qui i suoi ultimi anni, in modo sereno», ha spiegato.
Prima del taglio del nastro, hanno portato il loro saluto l’assessore regionale Gibelli, il presidente del Consiglio regionale Zanin e il viceprefetto di Gorizia, Antonino Gulletta, ma anche una commossa Paola Masetti, storica responsabile della Scuola comunale di ceramica, figlia del fondatore della stessa, andata da pochissimo in pensione.—
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