Incendio doloso al recinto dell’antico borgo Palmada

Non è stato disastroso, come quello accaduto nel dicembre del 2010. Ma le fiamme, ancora un volta, hanno interessato ancora una volta quel che resta degli antichi edifici di androna Palmada a Ronchi dei Legionari. Ad essere avvolta dal fuoco, questa volta, è stata una parte della recinzione in plastica che avvolge la cosiddetta “stecca”, ovvero il nucleo centrale dello storico borghetto ormai disabitato ed abbandonato da anni. Le fiamme non si sono propagate oltre e ciò grazie al fulmineo arrivo dei vigili del fuoco che le hanno domate in pochi attimi scongiurando il peggio. Fiamme di origini dolose, senza dubbio, proprio come quelle del dicembre di 9 anni fa, quando molto più evidenti e terribili erano stati i danni. Qualcuno ha dato fuoco a quella recinzione di plastica arancione, ma la telecamera in funzione in quella zona potrebbe permettere agli inquirenti di conoscere l’identità dei protagonisti di questo sconsiderato gesto. Telecamera che sorveglia la zona e tiene d’occhio anche una decina di automezzi comunali che li si trovano parcheggiati. Nella stessa zona, nelle prossime settimane, dovrebbero trovar posto anche i mezzi della Polizia locale che, evidentemente, debbono avere ancora più attenzioni e preservati da eventuali atti vandalici. Un parcheggio in una zona meno appetibile per i soliti ignoti potrebbe essere una soluzione. Anche se i danni non sono stati ingenti, questo è stato l’ennesimo colpo ad una testimonianza del passato che non si riesce a far risorgere. Tutto attorno si è recuperato. Hanno fatto la loro parte il pubblico, mettendo a nuovo un vecchio fienile diventato antiquarium, ma iniziando, finalmente, a mettere mano al recupero di casa Colautti-Bertogna ed anche il privato, ristrutturando uno storico edificio che fu anche sede di una carrozzeria. Ma qui non solo il tempo si è fermato, ma il degrado e l’abbandono la fanno da padrona, mettendo in luce il pericolo che questa testimonianza architettonica del passato sparisca per sempre. Poteva essere un altro fiore all’occhiello da valorizzare, da promuovere. Ma, come detto, ci vogliono i fondi che, oggi come oggi, non ci sono e non sono nemmeno in previsione per l’immediato futuro. Alcuni anni fa, ma non se ne sa più nulla, era stata lanciata un’interessante operazione messa in cantiere assieme alla facoltà di architettura dell’università di Venezia. Essa, nello specifico, avrebbe dovuto occuparsi della redazione di uno studio delle diverse realtà che compongono il centro cittadino ronchese con l’obiettivo di una riqualificazione unitaria e di scambio tra le diverse componenti dello stesso al fine di un loro riutilizzo. —
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