Incendio in via Battisti a Trieste, trovate tracce di sangue sulle scale: tutte le domande ancora aperte

È stata scoperta una quantità rilevante di tracce ematiche che seguono la direzione presa dalla ragazza per fuggire dalle fiamme: dalla possibile aggressione al gesto estremo, restano aperti più scenari

Gianpaolo Sarti
A sinistra l’appartamento sotto sequestro, a destra i soccorsi venerdì sera in via Battisti (foto Andrea Lasorte)
A sinistra l’appartamento sotto sequestro, a destra i soccorsi venerdì sera in via Battisti (foto Andrea Lasorte)

C’è un dettaglio estremamente rilevante emerso dalle prime indagini sullo spaventoso incendio divampato venerdì sera in un appartamento al secondo piano del condominio di via Battisti 8: la presenza di molto sangue sulle scale.

È stata scoperta una quantità rilevante di tracce ematiche che seguono la direzione che ha preso la ragazza per fuggire: cioè la finestra del quarto piano che dà sul cortile interno della palazzina. È da quel punto che le giovane si sarebbe buttata.

I dubbi

Circostanza, questa, che apre a scenari diversi rispetto a quello iniziale dell’incidente domestico: quel sangue è della giovane? Se sì, cosa lo ha provocato?

C’è inoltre da chiedersi se la ventiseienne stesse fuggendo, oltre che dalle fiamme, anche da qualcuno. La giovane, insomma, è stata aggredita? Si trovava in una situazione violenta? Ma la dinamica potrebbe rivelare anche il gesto estremo.

Incendio in via Battisti, ragazza si lancia dal quarto piano per sfuggire dalle fiamme: «Abbiamo sentito urlare»
A sinistra un anziano soccorso, a destra in alto i pompieri sul posto, in basso le fiamme nell’appartamento (fotoservizio Andrea Lasorte)

A cominciare proprio dall'incendio. E la stessa fuga potrebbe confermare questa ipotesi: la ragazza, già ustionata, non corre in direzione dell’uscita, verso giù, ma si dirige verso il quarto piano. Da cui, appunto, si butta. Sempre che sia stata lei a lanciarsi. O sia stata spinta, oppure indotta a farlo per scappare da una minaccia.

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Le certezze

Quel che è certo, comunque, è che non era seguita dai servizi di salute mentale e non assumeva psicofarmaci. Sono tutte piste investigative ora al vaglio dei carabinieri.

La ventiseienne è ora in sala operatoria per le fratture riportate al bacino e al torace. Successivamente la paziente sarà trasferita nel Centro grandi ustionati di Padova. La ragazza resta in pericolo di vita.

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