Falciato nella notte da un van mentre attraversa la strada in viale Miramare: morto ragazzo di 19 anni

La vittima è Marian Jasik, turista di Varese in vacanza con gli amici. Il ragazzo è stato trasportato a Cattinara è poi deceduto nel corso della mattinata. L’investimento a Barcola è avvenuto al di fuori dalle strisce pedonali

Stefano Bizzi
Il punto dove è avvenuto l’incidente (fotoservizio Massimo Silvano)
Il punto dove è avvenuto l’incidente (fotoservizio Massimo Silvano)

Un altro morto in viale Miramare. Questa volta a perdere la vita è stato un diciannovenne. L’incidente è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì attorno all’1.30. La vittima è un giovane turista che si trovava a Trieste in vacanza con gli amici. Si chiamava Marian Jasik ed era arrivato in città da Varese. Abitava a Casbeno, quartiere affacciato sul lago nella zona sud del capoluogo lombardo. Appena diplomato al liceo scientifico Ferraris di Varese, Marian era appassionato di canottaggio, aveva fatto parte del quattro di coppia della Canottieri Varese.

L’investimento è avvenuto all’altezza del civico 181 di viale Miramare, di fronte alla pineta, poco prima della fontana. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo stava però attraversando la strada fuori dalle strisce pedonali. In quel momento stava sopraggiungendo un furgone diretto verso Monfalcone. Alla guida del veicolo, un Volkswagen Transporter, si trovava un triestino classe 1965 che non è riuscito a evitare il ragazzo.

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Da quanto è stato riferito, l’impatto è stato violento e il giovane è stato sbalzato ad almeno una decina di metri di distanza prima di finire esanime sull’asfalto. L’uomo alla guida del furgone si è fermato e ha chiamato i soccorsi. Gli operatori del Nue 112 hanno attivato il personale sanitario e i carabinieri. Sul posto sono arrivate l’automedica e l’ambulanza del 118 e, con loro, sono arrivati anche i militari del Nucleo Radiomobile di Aurisina. Da subito le condizioni del ragazzo sono apparse critiche. Il diciannovenne è stato intubato e una volta stabilizzato è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Cattinara. La situazione era però troppo grave e nel corso della mattinata è arrivata la notizia del suo decesso.

Ora starà ai carabinieri valutare le responsabilità. Ci sarà da stimare la velocità del van, ma anche la distanza dalle strisce pedonali. L’ipotesi di reato in ogni caso è di omicidio stradale.

Quello della scorsa notte è il secondo incidente mortale dell’anno registrato in viale Miramare. A fine marzo era deceduta dopo oltre un mese e mezzo di coma la psicologa quarantanovenne Barbara Semeraro. Il 12 febbraio la donna era stata investita sul marciapiede in prossimità dell’incrocio con Salita alla Madonna di Gretta; anche in quel caso da un furgone.

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La Polizia locale sul posto dopo il più recente incidente (foto Massimo Silvano)

Oltre che per la sua lunghezza, viale Miramare presenta dalla stazione al bivio del castello, in un senso e nell’altro, una grande varietà di scenari. Tra attraversamenti pedonali che si susseguono uno dietro l’altro, rettilinei che invitano a correre, doppie corsie per senso di marcia che sollecitano i sorpassi, strettoie improvvise che si parano dietro alle curve, rotonde, semafori, intersezioni, inversioni a U, bagnanti distratti, scooteristi indisciplinati e automobilisti affamati di parcheggi, statistiche alla mano, è per distacco la strada più pericolosa di Trieste. In particolare d’estate, il lungomare di Barcola richiede molta attenzione sotto ogni punto di vista. Se è vero che non sempre i veicoli a due e a quattro ruote rispettano il Codice della strada, è anche vero che non sempre i pedoni attraversano sulle strisce come dovrebbero. Purtroppo, però, neppure l’attraversamento regolare della strada garantisce l’incolumità.

Il 4 marzo dell’anno scorso, all’altezza della scalinata che porta al giardino Leonor Fini, aveva perso la vita la 74enne Bruna Rogelja, travolta e uccisa sulle strisce da un auto mentre andava a prendere il nipote alla stazione ferroviaria. Sempre nel 2025, ma sul lato diametralmente opposto della strada, appena oltre il bivio, il 26 luglio lo scooterista 58enne Moreno Privileggi, mentre tentava un’improbabile inversione a “U” con doppia striscia continua, era stato travolto e ucciso da una motocicletta in accelerazione.

Non aveva avuto conseguenze gravi, ma avrebbe potuto averne se il veicolo si fosse cappottato, l’incidente che la mattina di Santo Stefano aveva visto finire una Panda contro l’isola spartitraffico di protezione dei pedoni nel tratto tra il sottopassaggio ferroviario e il semaforo di Roiano. L’anziano che era alla guida si era trovato di fronte l’ostacolo durante una manovra di sorpasso eseguita nel breve tratto a doppia corsia e non si è rovesciato solo perché alla sua destra un furgone ha fatto da scudo e lo ha fatto tornare sulle quattro ruote. Sono questi solo alcuni degli incidenti più gravi registrati nel recente passato in via le Miramare, ma non sono gli unici.

Se però viale Miramare è di certo la strada urbana più pericolosa di Trieste, non è purtroppo la sola. Nelle statistiche dello scorso anno un’incidentalità importante era stata registra anche nelle vie Flavia, Fabio Severo, Brigata Casale, dell’Istria, Rossetti, Costalunga, Giulia, Settefontane e in Strada di Fiume.

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