Indagine sul collasso dell’Acquamarina A breve la perizia
Continuano le indagini della Procura sul crollo del tetto dell’Acquamarina. Il PM che ha in mano il fascicolo, Pietro Montrone, disporrà una perizia tecnica per accertare le cause dell’incidente. Non è ancora noto quando sarà conferito l’incarico.
Il cedimento è avvenuto lunedì della scorsa settimana, mentre all’interno della piscina stavano lavorando due operai. Quel giorno la piscina era chiusa per consentire alla ditta veneta “Zara metalmeccanica srl” di sostituire i bulloni corrosi. Un intervento di manutenzione programmato e indicato da una perizia statica del 2016. I due operai sono riusciti a mettersi in salvo uscendo dall’edificio non appena hanno sentito alcuni scricchiolii provenire dal tetto. Nella struttura erano presenti anche la barista dell’Acquamarina, i fisioterapisti e alcuni pazienti. Tutti sono scappati in tempo.
Fanno capo all’ingegner Fausto Benussi sia il progetto strutturale che la direzione lavori della piscina, costruita nel ’97-’98, per conto della Fondazione CrTrieste che all’epoca aveva finanziato l’opera, nell’ambito del progetto dello studio Berni-Varini. L’impresa esecutrice era la Sacaim di Venezia. Il collaudatore statico per il Comune, invece, era Pierpaolo Ferrante, scomparso di recente. Era stato proprio Bensussi, nella sua perizia del 2016, a indicare la necessità di sostituire i bulloni corrosi. —
G.S.
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