«Indietro non si torna Il no è solo politico»

«Non cambia niente, indietro nonsi torna». Il voto contrario al Piano di attuazione locale dell'Azienda per l'assistenza sanitaria numero 2 espresso dai Comuni di Gorizia e di Monfalcone in occasione dell'assemblea dei sindaci lunedì a Latisana non sposta di una virgola gli equilibri e la Regione prosegue per la sua strada. Indietro non si torna. L'assessore regionale alla Sanità Sandra Telesca è chiara, ma è anche un po' stupita della bocciatura perché il parere era puramente consultivo e se da un lato è vero che il "No" arrivato dai due principali comuni dell'Isontino rappresenta un atto politico, dall'altro lato è anche vero che arriva su un tema tecnico. Ad alimentare le perplessità della rappresentante della giunta Serracchiani c'è poi un altro dettaglio: Telesca ricorda di aver presentato i contenuti del Pal 2017 proprio a Gorizia nel corso di un incontro nel quale non le sono state sollevate obiezione. «Nell'occasione nessuno aveva contestato nulla - evidenzia l'assessore alla Sanità -. Che la bocciatura sia un fatto politico è ovvio, ma è un peccato che sia andata così perché il Piano di attuazione locale è un atto tecnico e di servizi. Il sindaco chiede l'ampliamento dell'orario del pronto soccorso di pediatria? Bene, è già bandito il concorso per implementare il numero dei pediatri. Il problema è che non se ne trovano. Tra le altre cose, ci sono 16 posti di riabilitazione già avviati e altri 20 di Rsa da attivare, oltre ai 59 dell'Ospizio Marino a Grado».
L'assessore Telesca ricorda poi il potenziamento della terapia intensiva, il rafforzamento del personale del pronto soccorso e le previsioni di assunzione ("Oltre 100 persone nel 2017"). Tra i temi all'ordine del giorno c'è anche quello delle cure palliative: «Verranno assunti medici palliativisti e a Gorizia, dopo anni di richieste, è stata attivata la trombolisi e c'è una Tac di ultima generazione. È stato attivato il pronto soccorso odontoiatrico. E uno vota contro questo? Non lo capisco. Francamente non può essere che un voto politico, ma è un peccato: non si può essere in campagna elettorale continua». La novità di tutta la vicenda è forse l'asse Gorizia-Monfalcone in campo sanitario. La nuova Azienda "Bassa Friulana-Isontina" ha creato un'alleanza tra due realtà che per anni si sono scontrate al fine di rubarsi a vicenda le varie specialità. «Per Monfalcone ci sono 560mila euro destinati al centro di assistenza primaria e c'è il mammografo», ribadisce Telesca aggiungendo «Un voto contrario credo che crei confusione tra i cittadini. Alle volte si dovrebbe abbandonare la lotta politica. Il bilancio aziendale è già stato approvato all'unanimità. I sindaci dovevano esprimere solo un parere. Loro dovrebbero dare consigli. A Gorizia ora ci sono cose che vengono chieste da tempo, ma non va bene lo stesso. Mi dispiace che le cose vadano così, ma non mi arrendo». Perché le delibere della Conferenza dei sindaci siano valide devono essere approvate con la maggioranza del 55% dei Comuni, ma i "Sì" devono a loro volta rappresentare almeno il 55% della popolazione. All'assemblea di Latisana la maggioranza dei Comuni ha votato a favore del Pal 2017, ma il parere negativo di Gorizia e Monfalcone ha di fatto avuto la funzione di un doppio veto perché ha portato la soglia sotto il 55% della popolazione complessiva. «Il Piano parla di tutto il territorio - puntualizza Telesca -. In alcuni comuni ora sono presenti dei poliambulatori. Penso a Mossa. In queste realtà la cittadinanza tocca con mano i cambiamenti. Non è un caso che i comuni piccoli abbiano votato a favore. Nell'Isontino l'assistenza domiciliare è cresciuta del 40%. Ci vorrebbe più collaborazione da parte di tutti. Confondere il piano tecnico con quello politico ci fa del male e allontana i cittadini.
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