Ingorgo sul marciapiede di via Oberdan Caos ingressi alla primaria Duca d’Aosta

La pioggia e il traffico hanno messo a dura prova il protocollo che prevede il divieto dei genitori di entrare nel giardino
Bonaventura Monfalcone-23.09.2020 Uscita bambini-Scuola Duca d'Aosta-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-23.09.2020 Uscita bambini-Scuola Duca d'Aosta-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



La pioggia scrosciante, il mercoledì del mercato, i parcheggi tutti occupati. Se a questo ci aggiungiamo le misure anti Covid-19 il mix micidiale per il caos all’ingresso della più antica e centrale delle scuole primarie di Monfalcone, la Duca d’Aosta, è servito. È infatti un eccezionale ingorgo all’entrata su via Oberdan, ieri attorno alle 8, quello che maestre e genitori si sono trovati a gestire, alla prima vera giornata di maltempo dal riavvio didattico. Inevitabili le ripercussioni sui social, dove poi qualche mamma si è sfogata puntando il dito contro un’organizzazione non ottimale, per via degli assembramenti sul marciapiede. Un problema riconosciuto anche dalla dirigenza scolastica e, per certi versi, non sorto oggi, ma ereditato, cui comunque si vuole porre rimedio al più presto, tant’è che ieri c’è stato un sopralluogo sul posto con il responsabile del servizio prevenzione e protezione, cui farà seguito una riunione con il corpo insegnanti.

D’altro canto quanto si trovano a vivere maestri, alunni e famiglie, quest’anno, non può che rubricarsi alla voce “circostanze straordinarie”, per via dell’emergenza sanitaria in corso e delle misure adottate per arginare l’epidemia di Sars-Cov-2. Da protocollo ai genitori degli scolari delle elementari, ben 387 iscritti in quell’istituto, è fatto divieto mettere piede nel giardino (e questo vale per tutte le primarie in città), appunto per questioni di sicurezza, sicché possono solo assieparsi sul marciapiede, peraltro sul lato di via Oberdan prossimo alla pista ciclabile, nell’unico ingresso a disposizione, nonostante la Duca d’Aosta ne presenti di fatto tre. Uno infatti deve essere lasciato alla Randaccio (con cui si condivide il plesso), l’altro invece è carraio, movimentato da telecomando e «non idoneo alla funzione per la presenza di cassonetti e del potenziale transito di mezzi pesanti».

Lo spiega la dirigente Maria Cardella, evidenziando «elementi oggettivi di difficoltà» da trattare: «Sono molto dispiaciuta per quanto è accaduto e farò di tutto per rimediare a questa situazione – assicura –: le condizioni atmosferiche e il ritardo accumulato da alcuni alunni per la difficoltà dei genitori a trovar parcheggio, unita al concomitante giorno di mercato, ha fatto saltare la procedura affinata». L’istituto, per evitare assembramenti, ha differenziato gli orari degli ingressi, predisponendo tre campanelle. Le maestre attendono i bimbi in giardino, nel punto concordato (e ben visibile ai genitori pure da fuori) dell’uscita di emergenza, e chiamano la classe: arrivato l’ultimo alunno si entra. Con la pioggia, però, ieri tutto si è complicato. Il problema dell’affollamento all’ingresso e uscita da scuola non è comunque nuovo. «Ci sono famiglie che giungono con altri figli e stazionano anche per venti minuti nell’area – spiega la dirigente, da un anno al comprensivo Giacich –. Io stessa ho chiesto a diverse mamme di spostarsi perché stavano ferme proprio all’ingresso, ostacolando e bloccando il passaggio». È un po’ una consuetudine locale, riflette Cardella, forse dettata dalla posizione centrale della scuola: l’altr’anno ha trovato una mamma ad attendere il figlio, che sarebbe dovuto uscire alle 13, già alle 11. «Ma anche con l’apporto dei vigili e dell’amministrazione sempre attenta – conclude – stiamo cercando di risolvere i problemi. Non si può ignorare che la Duca d’Aosta è più affollata di altre scuole: ci sono 387 iscritti, quindi 387 genitori che ogni mattina portano i figli a scuola, alcuni con al seguito passeggini e altri minori». L’obiettivo, nonostante «problemi specifici», è però «evitare assembramenti», quindi Cardella chiederà alla famiglie di accorciare i tempi di stazionamento, portando il figlio a ridosso dell’orario assegnato: «Chiederò un po’ di più attenzione e collaborazione alle famiglie, senza per questo voler rimproverare alcuno». —

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