Inizia il recupero degli ordigni bellici rinvenuti a Miramare: portati in mare aperto per farli brillare

La Capitaneria di Porto di Trieste ha emesso un’ordinanza di interdizione alle unità navali dello specchio acqueo in mezzo al Golfo, in vigore dalle 9 alle 12 di giovedì 5 e venerdì 6 marzo. Saranno vietati l’ancoraggio, la pesca e l’attività subacquea

Fabio Dorigo
L'area marina protetta di Miramare, dove sono stati rinvenuti diversi ordigni bellici
L'area marina protetta di Miramare, dove sono stati rinvenuti diversi ordigni bellici

Il 18 settembre scorso, all’interno dell’Area Marina Protetta di Miramare erano stati rinvenuti diversi ordigni bellici risalenti alla Seconda guerra mondiale e un tempo ospitati nel vecchio deposito militare che insisteva nell’area della spiaggia del castello. Il numero delle bombe rinvenute non è sicuro: si parla di almeno nove ordigni, più due vecchie casse di tritolo.

Giovedì 5 marzo il materiale bellico dovrebbe essere recuperato e portato a galla con l’aiuto del nucleo Sdai (Sminamento Difesa Anti Mezzi Insidiosi) della Marina Militare e poi trasportarti in mare aperto dove dovrebbero essere fatti brillare.

Per questa operazione la Capitaneria di Porto di Trieste ha emesso un’ordinanza di interdizione alle unità navali dello specchio acqueo in mezzo al Golfo in vigore dalle 9 alle 12 di giovedì 5 e venerdì 6 marzo. Saranno vietati l’ancoraggio, la pesca e l’attività subacquea. Il deposito militare era stato realizzato dagli americani durante gli anni del Governo militare alleato.

A rinvenire il materiale, a settembre, erano stati i sommozzatori del Nucleo di San Benedetto del Tronto, impegnati in un monitoraggio del fondale in occasione della Barcolana. Si tratta di una zona a fondale sabbioso e fangoso, collocata ad oltre 100 metri dalla costa, in cui libecciate o sciroccate possono provocare mareggiate e moti ondosi con l’effetto di insabbiare o riportare in superficie manufatti e altri reperti.

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