Iniziato il rilancio di via Sant’Ambrogio riaperto l’ex bar e ora tocca al Gelso

Inaugurato il locale ristrutturato. Il sindaco Cisint presenta i nuovi interventi del Progetto strategico dedicato al centro
Bonaventura Monfalcone-23.07.2019 Lavori di riqualifica-Via Sant'Ambrogio-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-23.07.2019 Lavori di riqualifica-Via Sant'Ambrogio-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



I primi frutti dell’azione di rilancio di via Sant’Ambrogio grazie anche al contributo di 450 mila euro ottenuto dalla Camera di commercio della Venezia Giulia sono giunti a maturazione. In attesa della conclusione del massiccio intervento di adeguamento e restyling dello storico albero e ristorante Al Gelso, l’ex bar Sant’Ambrogio ha riaperto dopo essersi rifatto il look in modo radicale. Sostituiti gli arredi interni, modificata e potenziata l’illuminazione, il locale al suo interno continua a valorizzare un pezzo importante della storia cittadina rappresentato da un lacerto delle mura medievali che cingevano il cuore della città.

La River srl e la Conit, che hanno deciso di partecipare al bando indetto dal Comune per la riqualificazione commerciale e turistica di via Sant’Ambrogio, non rimarranno le uniche due aziende a intervenire nell’area grazie ai fondi messi a disposizione dalla Camera di commercio. L’estensione del perimetro a via della Basilica e a piazza Unità, come ha annunciato ieri il sindaco Anna Cisint, presentando la ristrutturazione del The River con il titolare, Vincenzo Giungato, ha richiamato un altro soggetto che realizzerà due interventi distinti. Negli spazi dell’edificio all’angolo tra via della Basilica e piazza Unità la Rete srl U ricaverà un’attività commerciale per la promozione e vendita di prodotti tipici locali, alimentari e di artigianato, e un locale pubblico. Per ciascuno dei due interventi il contributo concesso dal Comune in base al bando è di 56 mila euro rispetto a un costo complessivo, sempre per ognuna delle due riqualificazioni, di 70 mila euro. Sono cifre che si avvicinano a quelle impegnate nel restyling dell’ex bar Sant’Ambrogio, perché la River srl ha ottenuto 58.491 euro rispetto a un costo complessivo dell’intervento di 73.314 euro. Ben più consistente è l’investimento che sia la Conit sia il pubblico stanno effettuando per dare un nuovo slancio a una realtà storica e caratterizzante l’intera via pedonale come Al Gelso. «In questo caso il contributo concesso è di 161 mila euro rispetto a una spesa complessiva di 230 mila euro», ha ricordato il sindaco. I lavori, per i quali, relativamente agli esterni, il Comune ha di recente concesso il permesso a costruire, sono del resto di ben altro spessore. Al di là dell’adeguamento alle normative degli impianti, è previsto un piccolo ampliamento sulla corte interna, il risanamento della cucina, delle pareti interne e dei soffitti, sostituzione degli arredi, installazione di un impianto fotovoltaico, realizzazione dei servizi per i dipendenti e abbattimento delle barriere architettoniche.

Il nuovo Gelso, che continuerà a trovare un punto di riferimento nella secolare pianta che ombreggia la corte, riaprirà alla città quindi solo tra la fine dell’anno e l’inizio del 2020. «A disposizione del bando ci sono comunque ancora 118.509 euro e quindi abbiamo avviato, come promesso, una terza fase – ha detto ieri il sindaco –, ampliando l’area in cui è possibile utilizzare i fondi da parte degli imprenditori alla zona di via Battisti, piazza Cavour, via Blaserna e via San Francesco, nel tratto più prossimo a piazza della Repubblica».

È un’azione che si inserisce nel Progetto strategico per il centro che vedrà realizzare un percorso turistico-storico e la riqualificazione dell’area tra la piazza e il duomo grazie ai fondi della Camera di commercio e del Comune (per una totale di 3, 7 milioni) e che ha già portato ad assegnare il Palazzetto veneto all’Università della terza età e aprire lo sportello di informazione turistica in via Sant’Ambrogio. A completare il quadro anche la creazione al piano terra del municipio di un piccolo museo archeologico con i 600 mila euro ricevuti dalla Regione. —



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