Inps, l’allarme di Marini «Rischio di accorpamento con le sedi del Veneto»

Lasorte Trieste 21/12/17 - Via Ghiberti, Trattoria Città di Londra, Auguri di Natale, Bruno Marini
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il caso

Le sedi Inps del Fvg «potrebbero, forse già dal 2022, essere accorpate a quelle del Veneto». Il grido di allarme parte dal consigliere forzista Bruno Marini, che denuncia come si stia per perpetrare l’ennesimo «scippo» a danno non solo di Trieste, ma dell’intero territorio regionale.

«Dal 2016 a oggi le sedi regionali hanno perso alte percentuali di personale, che non è stato rimpiazzato. I dipendenti a fine 2021 scenderanno a 69 contro i 141 del 2012. È una situazione comune ad altre pubbliche amministrazioni, ma nessun ente come l’Inps ha assommato tante e tali funzioni sia pensionistiche, in una città con una elevatissima quota di anziani, che assistenziali. Tutto è cominciato nel 2019, almeno per quanto è dato di sapere. Dei 3.600 nuovi assunti, solo 15 sono stati destinati al Fvg contro i 240 assegnati al Veneto». Marini continua: «Presto la sede di Trieste non sarà più in grado di gestire le prestazioni principali, perché l’età media del personale si aggira intorno ai 60 anni, con tanti lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia». Aggiunge il forzista: «Prima si causa artificiosamente una drastica caduta del livello dei servizi al pubblico. In un secondo tempo si gonfia la grancassa delle lamentele dei cittadini, che si sentono defraudati di un buon servizio. Già ora gli anziani fanno fatica per accedere agli sportelli. Infine, si propone la soluzione. Nel nostro caso, l’uovo di colombo, o meglio di Tridico, è il neocentralismo con la regia di una regione storicamente efficiente come il Veneto, magari associato a qualche privatizzazione, a partire forse dalla propensione degli anziani in difficoltà a indebitarsi». —

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