Intesa bipartisan sul trasloco del palo che nasconde la “mula de Trieste”
il caso
La “mula di Trieste” per ora resta al “palo”. Ieri mattina, in quarta commissione, presieduta dal forzista Michele Babuder, si è discusso della mozione presentata dalla dem Valentina Repini, che chiedeva la rimozione e il riposizionamento del palo e del cartello posto davanti alla statua bronzea di Nino Spagnoli. Il motivo risiede nel fatto che il cartello, posizionato a circa 4,5 metri dall’opera, ne impedisce la fruizione oltre che «offuscarne e snaturarne il valore artistico».
«Nel nostro Paese - ha ricordato l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi - spostare un cartello spesso è impresa ardua perché ci si va a scontrare sempre con regolamenti di ogni sorta che bloccano e dilatano i tempi di intervento». A dirimere sul nascere ogni polemica è arrivato l'intervento di Rossana Zagaria, responsabile del Servizio gestione patrimonio del Comune: «Il palo con il relativo cartello è presente lì da anni e, fino alla mareggiata di ottobre scorso che lo ha divelto, c’era pure un ulteriore cartello di 60x90 cm, raffigurante il divieto di balneazione».
Che fare dunque? «La collocazione del palo può essere considerata non ideale poiché “nasconde” l'opera di Spagnoli - prosegue la dirigente -, d’altro canto la collocazione di un cartello che evidenzi la scivolosità della battigia è assolutamente necessaria ai fini della sicurezza delle persone». La soluzione ipotizzata è lo spostamento di palo e cartello di un paio di metri a sinistra. Sulla stessa linea concessionari dello squero, Errico e Sheshata, che hanno espresso parere favorevole perché non penalizzerebbe in alcun modo la loro attività. Resta il rebus sui tempi. —
L.P.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








