Intossicati dal solvente: cinque persone in ospedale a Trieste
Palazzo evacuato in via Ghega: i fumi nocivi sono partiti da un appartamento in cui erano in corso dei lavori di laccatura del parquet. Tra i ricoverati in via precauzionale ci sono anche tre bambini piccoli. Nessuno è in gravi condizioni

Un odore pungente, che a un certo punto ha reso difficile respirare. Cinque persone sono finite all’ospedale oggi pomeriggio, 9 gennaio, intossicate dall’inalazione di un solvente da parquet usato durante la ristrutturazione di un appartamento. Fra loro tre bambini piccoli, figli di una coppia bengalese, e due anziani. Fortunatamente nessuno ha subìto gravi conseguenze.
È successo nel palazzo al civico 1 di via Ghega, a due passi da piazza Libertà. Alle 16.30 una camionetta dei Vigili del fuoco stazionava con i lampeggianti accesi davanti all’elegante facciata. Alcune ambulanze erano già partite alla volta del Burlo e di Cattinara. E una terza era pronta a seguirle: a bordo c’era un’anziana dall’aria affaticata, stretta nella sua pelliccia. I tre piani interessati dalle esalazioni erano stati evacuati dai vigili del fuoco, con la prescrizione ai residenti di poter rientrare nelle rispettive case soltanto quando le concentrazioni di solvente fossero scese sotto la soglia di rischio.

La prima a dare l’allarme, intorno alle 15.30, è stata un’anziana che abita al terzo piano. La donna si è accorta di accusare delle difficoltà respiratorie dopo aver inalato i vapori pungenti che si erano diffusi in casa sua e che provenivano dall’appartamento di sopra. Qui, infatti, erano in corso i lavori di laccatura del parquet. L’impresa, come emerge dai primi accertamenti eseguiti dai vigili del fuoco – ha utilizzato un prodotto legale e in libera vendita. E durante le operazioni ha tenuto le finestre aperte così da arieggiare le stanze. Ma le condizioni meteorologiche avverse hanno ostacolato la dispersione dei “fumi”.

Le esalazioni si sono diffuse quindi all’interno dello stabile, ristagnando sul pianerottolo e raggiungendo i due piani attigui. Così è scattata la richiesta di aiuto. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i pompieri e il personale sanitario, con alcune ambulanze. Cinque, in totale, le persone ricoverate per accertamenti con sintomi da intossicazione. Due anziani, appunto, portati a Cattinara e tre bambini di uno, due e tre anni, accompagnati al Burlo. I loro genitori, invece, hanno rifiutato le cure. La famiglia, originaria del Bangladesh, abita sullo stesso pianerottolo dell’appartamento oggetto del cantiere.
Una volta fatti uscire i residenti, i pompieri hanno fatto tutti gli accertamenti, affiancati dagli agenti del Nucleo edilizio della Polizia locale. Sotto la lente il prodotto utilizzato, che è autorizzato all’uso per il trattamento del legno. Concentrazioni oltre la soglia sono state rilevate anche nell’edificio attiguo, al civico 2 di via Geppa, dove ha sede l’associazione Alpini Trieste, a cui è stato raccomandato di non organizzare attività fino al cessato allarme.
«Dispiace per la situazione che si è venuta a creare – dice il proprietario della casa al centro della vicenda, che si è prodigato per trovare un alloggio alternativo alla famiglia bengalese –. Il prodotto usato è regolare. Avevamo anche avvertito dell’intervento». —
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