Invasione di scolaresche in città ma mancano i posti per i pullman

La città assiste in questi giorni a un vero e proprio boom di scolaresche. Sarà forse un corollario dell’aumento del turismo cittadino: nel momento in cui la città viene segnalata anche da Lonely Planet come uno dei siti “poco frequentati” più affascinanti del mondo, anche gli insegnanti delle scuole italiane riscoprono le potenzialità di Trieste come meta di gita scolastica. Complice, probabilmente, anche l’avvicinarsi del centenario della Grande Guerra.
Il problema è che Trieste non sembra molto pronta ad accogliere il segmento turistico “studentesco”. I problemi logistici principali sono due: lo spazio per le corriere e gli alberghi. Il succo del primo era evidente venerdì all’ora di pranzo: le rive erano invase da corriere di turisti e scolaresche. La presenza simultanea di tanti mezzi, intenti a scaricare orde di studenti con zaino al seguito, ha creato anche qualche disagio al traffico.
L’assessore comunale all’Urbanistica Elena Marchigiani è cosciente del problema: «È un nodo di cui ci stiamo occupando nel piano regolatore», spiega. Le idee ci sono: l’assessore non esclude che Campo Marzio possa ospitare un domani, «tra le tante funzioni», anche un parcheggio per corriere: «Un’area in trasformazione come quella potrebbe ospitare un parcheggio nel sottosuolo che consenta lo stop dei pullman». Che sia Campo Marzio o un’altra zona, aggiunge, «l’obiettivo è creare dei nodi sul perimetro della città in cui ci si possa fermare e poi raggiungere il centro». Delle aree strategiche che dovranno essere vagliate attentamente: «L’identificazione del sito richiede approfondimenti - dice Marchigiani - ma se si vuole puntare sul rilancio del turismo, come stiamo già facendo e intendiamo fare, questo è un aspetto di cui bisognerà per forza occuparsi».
Cristina Lipanje, presidente di Federalberghi di Trieste, spiega invece dove sta l’inghippo sul fronte degli alloggi: «Abbiamo notato un aumento di scolaresche negli ultimi tempi - dice -, ma in effetti a Trieste non ci sono hotel adatti a ricevere questi gruppi perché non ci sono alberghi che siano grandi o low cost. Che possano quindi rispondere alle esigenze particolari delle scuole». Gli hotel più piccoli, spiega, non possono permettersi di accettare i prezzi super-ridotti richiesti dalle scuole, mentre quelli più grandi sono troppo cari per gli studenti: «Qualche albergo adatto in città ci sarà pure - dice Lipanje - ma manca una struttura pensata appositamente per gli studenti».
In ogni caso, dice la presidente, la categoria non ci perde molto: «Economicamente non è un segmento di mercato importante - spiega -: gli studenti non hanno capacità di spesa. Non solo per gli alberghi ma per tutto il comparto economico: difficilmente le scolaresche vanno al ristorante».
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